Acquisto fondi con Fineco: come funziona

zzzz768990b1) ACQUISTARE FONDI CON UNA BANCA ONLINE: FINECO

Fineco, società del gruppo Unicredit, è una banca esclusivamente dotata di una piattaforma con cui è possibile fare investimenti o trading. Aprendo un conto corrente su Fineco (il cui costo è di 5,95 euro al mese, ma gratuito per i giovani sotto i 28 anni), si possono fare le classiche operazioni bancarie, acquistare valute, azioni, pronti contro termine, fare trading. Ma, soprattutto, Fineco mette a disposizione dei correntisti un catalogo di ben 3.500 fondi/Sicav di 56 società di gestione diverse, di cui circa 700 sono “no load”, per i quali gli unici costi sono la commissione di gestione e quella fissa dovuta alla banca corrispondente di 9 €. L’investimento minimo iniziale parte da 100 €, questo rende la maggior parte dei fondi accessibili a tutti gli investitori. Inoltre, Fineco mette a disposizione un personal financial advisor, cioè un consulente su misura per aiutarvi a pianificare i vostri investimenti: sappiate, però, che se acquistate i fondi tramite il consulente pagherete commissioni più alte.

2) COME COMPRARE FONDI ONLINE

Esistono essenzialmente due modi per comprare e vendere online i fondi di investimento: negoziare fondi – scelti fra quelli di innumerevoli gestori diversi – attraverso una normale piattaforma di home banking che offra questo servizio (ad es. IW Bank, Fineco, Webank, Sella etc.), oppure farlo attraverso la piattaforma web di una Sim specializzata nel collocamento di fondi multibrand, cioè di varie marche (ad es., è quanto fa Online Sim, Fundstore, etc.). In genere, le migliori piattaforme di home banking e quelle delle Sim collocatrici offrono ai clienti un’ampia selezione dei migliori prodotti al mondo suddivisi per aree geografiche, settori industriali e tipologia di investimento. I vantaggi del comprare i fondi in questi “supermercati online” sono costituiti dalla maggiore scelta e dai minori costi: gran parte dei fondi offerti sono “no load”, cioè non è prevista nessuna commissione di entrata, uscita e switch, mentre per gli altri le commissioni e le spese sono assai ridotte rispetto all’acquisto/vendita tramite promotori.

3) COSA SONO I “PIANI DI ACCUMULO” (PAC) 

Nei cosiddetti “Piani di Accumulo” (PAC), il sottoscrittore ripartisce nel tempo l’investimento attraverso una serie di versamenti periodici di uguale importo (escluso il primo che, normalmente, è maggiore) il cui numero può, a scelta del sottoscrittore, essere compreso tra un minimo ed un massimo prestabiliti. Il piano di accumulo può essere sospeso o estinto in qualsiasi momento. Tuttavia, l’estinzione anticipata del piano di accumulo comporta spesso un’incidenza maggiore degli oneri di sottoscrizione rispetto all’ammontare investito. Ciò a ragione delle particolari modalità utilizzate per il calcolo degli oneri di sottoscrizione nei PAC. Il piano di accumulo è uno strumento interessante in quanto consente, pianificando gli investimenti in relazione alle disponibilità finanziarie ed agli obiettivi, di costituire gradualmente un capitale. Risulta utile alla clientela più giovane ed a chi non possiede grandi disponibilità liquide. Consente, inoltre, di ridurre i rischi legati alla scelta del momento dell’investimento.

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4) COMMISSIONI DI INGRESSO, SWITCH E USCITA

Esistono tre tipi di commissioni a carico del cliente: di ingresso, di switch e di uscita. Le commissioni di sottoscrizione (o di entrata) vengono pagate al momento dell’acquisto. Possono essere di ammontare fisso per ogni sottoscrizione o, più frequentemente, variabile. In questo caso sono generalmente indicate in percentuale, e la loro misura varia secondo un meccanismo a scaglioni che fa sì che decrescano progressivamente al crescere della somma investita. Le commissioni di switch, invece, sono dovute nell’ipotesi di passaggio da un fondo ad un altro all’interno di una famiglia di fondi gestiti dalla stessa società (anche detta “sistema di fondi”). In genere sono di ammontare inferiore a quelle di entrata. Le commissioni di uscita, infine, si pagano quando si chiede il rimborso delle quote, e per questo vengono anche definite “commissioni di vendita differita”. Sono spesso proposte in luogo delle commissioni di sottoscrizione e solo per l’ipotesi in cui si disinvesta prima di un determinato periodo.

5) COMMISSIONI DI GESTIONE E DI PERFORMANCE

Sono costi, per lo più connessi con la remunerazione della prestazione del servizio di gestione, che vengono prelevati dal patrimonio del fondo e, quindi, sono solo indirettamente a carico del cliente. Le commissioni di gestione rappresentano la componente certa della remunerazione del gestore. Sono espresse in misura percentuale e vengono calcolate quotidianamente sul patrimonio netto del fondo e prelevate periodicamente. Sono di norma crescenti man mano che aumenta il grado di rischio del fondo (dai monetari agli azionari). Le commissioni di perfomance (o di incentivo), invece, vengono pagate dal fondo se e quando raggiunge un rendimento maggiore, in un determinato periodo, rispetto ad un parametro prestabilito – il cosiddetto benchmark – indicato nel regolamento di gestione e nel prospetto informativo. Consentono alla società di gestione di incrementare la propria remunerazione, nel caso di extra-rendimenti. Non possono essere prelevate in caso di risultato negativo del fondo.



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