Analisi fondamentale di mercati, titoli, aziende, etc.

zz7647L’analisi fondamentale – che si applica sui dati attuali e su quelli storici con l’obiettivo di fare previsioni finanziarie – è senza dubbio uno dei principali strumenti a disposizione dell’investitore nel predire la probabile evoluzione sul medio e lungo termine del prezzo di un’azione, di una valuta, di un future, etc. Può quindi essere utile anche al trader, soprattutto quando le sue operazioni hanno un orizzonte temporale alquanto lungo.

L’analisi fondamentale applicata a una società o ad business significa analizzarne, essenzialmente, lo stato di salute finanziario, i guadagni, il management ed i vantaggi competitivi, i competitors ed il mercato, etc. Quando invece è applicata al Forex ed ai future, si concentra sullo stato complessivo dell’economia, sui tassi di interesse, sulla produttività, sulla ricchezza prodotta, sulla governance, etc.

L’espressione “analisi fondamentale” è usata per distinguere questo tipo di analisi da altri tipi di analisi di investimento, come ad es. l’analisi tecnica – di cui abbiamo già ampiamente parlato e illustrato le tecniche in altre parti di questo sito – e l’analisi quantitativa. Quest’ultima applica alla finanza il calcolo matematico-stocastico, cioè tecniche numeriche o quantitative.

Gli approcci Top-Down e Bottom-Up

Sia che si analizzi un’azione, che una valuta o un contratto future, ci sono sostanzialmente due tipi di approcci che si possono usare nell’analisi fondamentale: l’analisi bottom-up e l’analisi top-down. Nell’approccio top-down l’investitore comincia la sua analisi con l’economia globale, includendo gli indicatori economici nazionali e internazionali, come il tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL), l’inflazione, i tassi di interesse, i tassi di cambio, la produttività ed i prezzi di energia e materie prime. Egli restringe poi la sua ricerca all’analisi regionale/industriale delle vendite totali, dei livelli di prezzo, degli effetti di prodotti concorrenti, dei competitor stranieri, etc., ed infine si concentra sul business specifico nell’area specifica.  Nell’approccio bottom-up, invece, l’investitore parte proprio dal business specifico, indipendentemente dal suo settore industriale/geografico.

Come si guadagna con l’analisi fondamentale

L’analisi fondamentale afferma che i mercati possono dare, sul breve termine, un prezzo non adeguato a un titolo ma che il prezzo “corretto” sarà raggiunto sul medio o lungo termine. Dunque, i profitti possono essere realizzati semplicemente tradando o investendo sul titolo con un prezzo più basso di quello ritenuto adeguato e aspettando che il mercato riconosca l'”errore” e dia il giusto prezzo al titolo.  Il valore intrinseco del titolo viene determinato attraverso tre tipi di analisi – analisi economica, analisi industriale, analisi aziendale – e questo è considerato il suo vero valore. Se il valore intrinseco di un titolo è più alto del suo prezzo di mercato, allora è raccomandabile il suo acquisto. Se invece il valore intrinseco è uguale al prezzo di mercato, meglio conservare il titolo, mentre se è inferiore del prezzo di mercato allora conviene venderlo.

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Uso da parte di diversi tipi di investitori

Gli investitori possono usare l’analisi fondamentale nell’ambito di differenti stili di gestione del portafoglio.  Gli investitori “compra e conserva” (buy and hold), ad esempio, ritengono che investire in buoni business permette al proprio asset di crescere con i business stessi, per cui l’analisi fondamentale permette loro di trovare delle “buone” aziende su cui investire per massimizzare il guadagno e minimizzare il rischio.  Gli investitori “controcorrente”, i quali ritengono che sul breve termine il Mercato non sia una “bilancia”, usano l’analisi fondamentale per prendere decisioni basate sul valore del titolo, ignorando il mercato.  Coloro che investono “sul valore”, infine, restringono la propria attenzione alle aziende sottovalutate, ritenendo che le loro azioni è difficile possano scendere ancora di molto, e la relativa valutazione viene fornita, appunto, dall’analisi fondamentale. E così via…

Analisi fondamentale o analisi tecnica?

L’altro principale metodo per determinare quale titolo comprare – ed a che prezzo – è l’analisi tecnica, la quale afferma che tutta l’informazione disponibile è già riflessa nel prezzo del titolo. Per l’analisi tecnica, il “corretto” valore di un titolo non è importante: “il trend è tuo amico” ed i cambiamenti sentiment degli investitori determinano i cambiamenti di trend nei prezzi; le risposte emotive degli investitori a tali movimenti di prezzo portano a pattern riconoscibili sui grafici del prezzo; e le previsioni sono basate solo su un’estrapolazione del comportamento storico di quei pattern di prezzo.  Gli investitori possono dunque utilizzare, per la scelta dei titoli su cui puntare, l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale o entrambi questi metodi complementari. L’analisi tecnica, in particolare, è utile sul breve termine e per la scelta dei punti di ingresso e di uscita, mentre l’analisi fondamentale è utile sul medio e soprattutto sul  lungo termine e per restringersi alle sole aziende “buone” con azioni sottovalutate.



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