Benchmark fondi investimento: significato e uso

zzzz87841) IMPARATE A VALUTARE I FONDI: L’IMPORTANZA DEL BENCHMARK

Per scegliere un buon fondo e per valutare successivamente il fondo che avremo scelto, occorre prendere in considerazione dei parametri di comparazione o punti di riferimento, detti benchmark. Ad es., se volete investire su un fondo azionario globale, l’indice di riferimento migliore è il MSCI World. Scartate i fondi che rendono in maniera sistematica meno del benchmark: infatti, normalmente avere delle prestazioni superiori a tale benchmark dovrebbe essere un requisito minimo per un fondo. Per questa ragione, specie se non avete molto tempo e non siete esperti del settore, vi conviene investire non direttamente su un fondo obbligazionario e su fondi azionari globali e specializzati, bensì sui relativi fondi di fondi, poiché i loro gestori selezioneranno per voi i migliori fondi comuni corrispondenti, cioè quelli che in passato hanno meglio performato rispetto al benchmark.

2) IL BENCHMARK DI RIFERIMENTO

Il benchmark è un parametro di riferimento oggettivo con cui confrontare l’andamento di un fondo comune di investimento, utile quindi per valutare il rendimento del fondo, e che si trova indicato nel Prospetto Informativo del fondo stesso. Si tratta, in sostanza, è un indice, oppure una composizione di indici finanziari, elaborati da soggetti terzi, che sintetizzano l’andamento dei mercati in cui investe il fondo. Dunque il benchmark chiarisce al risparmiatore anche qual’è l’identità del prodotto offerto dal fondo e qual’è la valutazione del rischio di quel tipo di investimento. I fondi comuni di diritto italiano hanno l’obbligo di indicare il benchmark di riferimento su tutta la documentazione rivolta al pubblico (prospetto informativo, rendicontazione e pubblicità) e di metterlo a confronto con l’andamento del fondo. Purtroppo, la maggior parte dei fondi di investimento non riescono a fare meglio del benchmark, e in questo senso una notevole eccezione è rappresentata dai cosiddetti “fondi di fondi”.

3) I FONDI DI FONDI

I fondi di fondi sono fondi comuni che, anziché investire il denaro raccolto in attività finanziarie primarie (cioè direttamente in titoli azionari od obbligazionari), investono in altri fondi di investimento – preferibilmente gestiti da gestori diversi di varie SGR, anche straniere – con l’idea di selezionare in maniera oggettiva per conto dell’investitore i migliori fondi della tipologia prescelta e di puntare su quelli per avere una performance più elevata della media, basandosi dunque sui rendimenti passati, sulle classifiche e sulle valutazioni di Morningstar e Standard&Poor’s, e senza guardare a nazionalità o gruppo bancario di appartenenza. I fondi di fondi offrono la possibilità di investire solo sui migliori gestori presenti sul mercato, e ciò in generale dovrebbe portare a performance migliori. Rappresentano quindi lo strumento ideale per chi vuole investire in fondi, usandoli al posto dei singoli fondi che avrebbe altrimenti scelto, anche se le commissioni saranno un po’ più alte.

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4) ASSICURATEVI CHE SIANO FONDI A GESTIONE ATTIVA

Sulla carta, tutti i fondi comuni di investimento dichiarano di essere a gestione attiva – cioè di mirare a far meglio dell’indice di riferimento, o benchmark – ma molti, di fatto, sono a gestione passiva, cioè mirano semplicemente a replicare tale bechmark. Per capire se si tratta di un fondo a gestione attiva o passiva basta confrontare la performance annua del fondo con quella del benchmark per un periodo di 7-10 anni: se i risultati sono molto simili, allora si è di fronte a un fondo a gestione passiva, anche se sul relativo regolamento c’è scritto diversamente. Ciò è importante soprattutto per i fondi azionari o con una componente azionaria, poiché per questi fondi si paga una commissione di gestione altrimenti ben poco giustificata. Se si vuole investire in uno strumento a gestione passiva, oltretutto, esistono oggi gli ETF (Exchange-Traded Funds), che praticamente non hanno spese.

5) COME SEGUIRE L’INVESTIMENTO

Dopo la sottoscrizione di un fondo comune di investimento, il risparmiatore può contare su un consistente flusso di informazioni che può utilizzare per “monitorare” l’investimento ed, eventualmente, fare ulteriori scelte. I principali quotidiani generalisti ed i quotidiani economici giornalmente pubblicano il valore della quota (in euro) dei fondi offerti sul mercato, detto anche N.A.V. (Net Asset Value). Il N.A.V. è dato dalla divisione del valore dell’intero patrimonio del fondo per il numero delle quote in circolazione nel giorno di valorizzazione. Di norma, il valore pubblicato si riferisce a due giorni precedenti la data di diffusione del quotidiano, a causa dei tempi necessari per la procedura di valorizzazione e per la stampa. L’utilità del N.A.V. è che permette di conoscere il valore del proprio investimento: a tale scopo, è sufficiente moltiplicare il N.A.V. per il numero di quote possedute. In questo modo, si può monitorare l’investimento verificando il rendimento conseguito da quando si sono acquistate le quote.



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