Classificazione dei fondi comuni di investimento

1) LA CLASSIFICAZIONE DEI FONDI

I fondi comuni sono classificati in categorie. I fondi azionari investono prevalentemente in azioni e si caratterizzano per un alto grado di rischio, che aumenta, a causa della minore diversificazione, con l crescere del livello di specializzazione. I fondi obbligazionari investono principalmente in titoli di Stato ed in obbligazioni e si caratterizzano per un grado di rischio generalmente minore dei fondi azionari. I fondi bilanciati investono sia in azioni che in obbligazioni. Si distinguono in bilanciati obbligazionari, bilanciati bilanciati e bilanciati azionari, dal livello di rischio crescente in base alla percentuale di azioni ed obbligazioni presenti in portafoglio. I fondi liquidità investono in strumenti del mercato monetario a breve termine, con una durata media finanziaria non superiore a sei mesi. Infine i fondi flessibili, la cui politica di investimento può variare in relazione all’andamento dei mercati finanziari, non definiscono il mercato e/o il settore in cui investono, ma cercano di cogliere le migliori opportunità.

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2) I FONDI “ARMONIZZATI” E “NON ARMONIZZATI

I fondi “armonizzati” – detti anche “fondi armonizzati UE” – sono fondi comuni di investimento e Sicav di tipo “aperto” (cioè di cui è possibile sottoscrivere quote – o chiederne il rimborso – in qualsiasi momento) costituiti nei paesi dell’Unione europea, che investono  prevalentemente in strumenti finanziari quotati (azioni, obbligazioni, etc.). Il termine “armonizzati” si riferisce al fatto che seguono regole e criteri comuni previsti a livello comunitario e recepiti nelle legislazioni nazionali, volti a tutelare gli interessi dei risparmiatori, attraverso una limitazione dei rischi assumibili e la predisposizione di una serie di controlli. In particolare, i fondi armonizzati non possono investire più del 10% del patrimonio in strumenti finanziari di un singolo emittente, prodotti derivati o titoli non quotati nei mercati regolamentati; inoltre, non possono investire in strumenti derivati per la copertura dei rischi, per un ammontare totale che ecceda il valore netto del fondo. Gli “armonizzati” sono i fondi da noi più diffusi.

3) FONDI APERTI E CHIUSI

I fondi aperti sono i “normali” fondi comuni di investimento di cui è possibile sottoscrivere quote – o chiederne il rimborso – in qualsiasi momento. Il loro patrimonio, infatti, non è fissato in un ammontare predefinito, ma può continuamente variare, crescendo in caso di nuove sottoscrizioni e diminuendo in caso di rimborsi. I fondi chiusi, invece, sono dei fondi di investimento particolari (ne sono un es. i fondi immobiliari) che hanno un patrimonio predefinito, il quale non può variare a seguito di nuove sottoscrizioni e rimborsi, e che è suddiviso in un numero predeterminato di quote. Le quote, quindi, possono essere sottoscritte, nei limiti della disponibilità, solo durante la fase di offerta, che si svolge prima di iniziare l’operatività vera e propria del fondo ed è di solito conosciuta solo dagli “addetti ai lavori” e dagli investitori istituzionali, ed il rimborso avviene di norma solo alla scadenza. E’ comunque possibile acquistarle o venderle in Borsa nel caso siano ammesse a quotazione.

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4) I FONDI DI FONDI

I fondi di fondi sono fondi comuni che, anziché investire il denaro raccolto in attività finanziarie primarie (cioè direttamente in titoli azionari od obbligazionari), investono in altri fondi di investimento – preferibilmente gestiti da gestori diversi di varie SGR, anche straniere – con l’idea di selezionare in maniera oggettiva per conto dell’investitore i migliori fondi della tipologia prescelta e di puntare su quelli per avere una performance più elevata della media, basandosi dunque sui rendimenti passati, sulle classifiche e sulle valutazioni di Morningstar e Standard&Poor’s, e senza guardare a nazionalità o gruppo bancario di appartenenza. I fondi di fondi offrono la possibilità di investire solo sui migliori gestori presenti sul mercato, e ciò in generale dovrebbe portare a performance migliori. Rappresentano quindi lo strumento ideale per chi vuole investire in fondi, usandoli al posto dei singoli fondi che avrebbe altrimenti scelto, anche se le commissioni saranno un po’ più alte.

5) I FONDI INDICIZZATI

I fondi indicizzati sono dei normalissimi fondi comuni di investimento – dunque, non sono quotati in Borsa – che, anziché avere una gestione attiva per cercare di migliorare le performance dell’indice di riferimento (benchmark), si accontentano di replicarne l’andamento con una gestione passiva del portafoglio, componendo quest’ultimo con i titoli presenti nel paniere dell’indice da replicare, con la medesima proporzione. Si tratta, quindi, di un modo efficiente e poco costoso di replicare gli indici di mercato, valido sia per il risparmiatore sia per i gestori di fondi, che nelle gestioni attive spesso ottengono performance inferiori al benchmark. Purtroppo, però, oggi in Italia esistono pochi fondi comuni che si sono dichiarati effettivamente indicizzati e sono stati riconosciuti tali. Accanto ai fondi comuni indicizzati “puri”, troviamo un particolare tipo di fondi indicizzati – gli Exchange-Traded Funds (ETF) – che invece sono prodotti quotati in tempo reale in Borsa, e adatti per chi ha l’obiettivo di fare un vero e proprio trading.



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