Come fare per investire in ETF

zz6576Nati negli anni Novanta, gli ETF (Exchange-Traded Funds) sono fondi di investimento, oppure SICAV, negoziati in Borsa come un’azione e caratterizzati da una gestione non attiva. Essi replicano, cioè, un benchmark – ad esempio l’indice azionario della Borsa italiana – in maniera passiva.

Gli ETF si rivolgono a investitori a lungo termine alla ricerca di semplici portafogli a basso costo e ad operatori attivi che vogliono acquistare e vendere prodotti finanziari complessi per tutta la giornata. Infatti, per acquistarli e venderli è sufficiente aprire un account presso un broker specializzato che utilizza piattaforme di trading professionali, oppure usare una buona piattaforma di home banking.

Ma con più di un migliaio di fondi tra cui scegliere, gli investitori devono prestare molta attenzione a ciò che stanno comprando. Gli ETF possono essere un modo semplice per diversificare un portafoglio, ma per alcuni investitori forse un po’ troppo complicato e rischioso.

Il vantaggio maggiore degli ETF è rappresentato dai loro costi operativi annuali molto bassi. Le loro spese sono non solo ben al di sotto di quelle dei tradizionali fondi comuni, ma in molti casi sono anche più basse delle spese applicate dalle loro controparti, i fondi comuni indicizzati.

Probabilmente il più grande svantaggio degli ETF è che dovete comprarli attraverso un mediatore. Pertanto, le commissioni di intermediazione possono seriamente minare il vantaggio del basso costo degli ETF, soprattutto quando si sta investendo piccole somme di denaro.

Ad esempio, se state pensando di investire 100 € al mese in ETF, anche un costo di soli 10 € per il trade significherebbe che il 10% del vostro capitale viene perso. Così il valore dei vostri ETF dovrebbe salire del 10% solo per recuperare il costo di acquisto. E non dimenticate che dovrete pagare una commissione anche quando vendete, per cui si avrà anche in quel caso una perdita.

I primi ETF monitoravano semplici indici azionari, come lo S&P 500. Ma quando gli investitori hanno cominciato a versare denaro in questi strumenti, le società di investimento hanno creato nuovi ETF, spesso specializzati in quasi tutto l’immaginabile: dalle scorte di smartphone ai future sul bestiame, compresi quelli che investono in fette sottili del mercato, come ad esempio le nanotecnologie.

Alcuni ETF sono particolarmente innovativi ma anche complicati, rischiosi e più costosi, proprio il contrario di ciò che gli ETF dovrebbero essere. Alcuni di questi nuovi ETF, inoltre, utilizzano denaro preso in prestito per aumentare i rendimenti, oppure utilizzano l’”effetto leva”, che può portare l’investitore o il trader ad elevati guadagni ma anche a perdite disastrose del capitale investito.

Per la scelta degli ETF su cui investire, soprattutto all’inizio dimenticate quindi la fantasia ed i complicati nuovi ETF che affollano il mercato di questi strumenti. Scegliete quelli che replicano ampi indici di mercato in maniera diretta (non “inversa”) e senza “effetto leva”.

Tra questi, scegliete i fondi con forti prestazioni nel passato e basse spese, magari creando un portafoglio semplice ma completamente diversificato compredente soli cinque ETF o giù di lì. Inoltre, come nel caso delle azioni di Borsa, tenetevi alla larga da ETF con volumi di scambio relativamente piccoli, poiché altrimenti potreste avere perdite importanti nel liquidare la posizione in tempi brevi.



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