Come funziona trading online: guida per iniziare

zzzz3789Negli ultimi anni si è assistito al proliferare degli investitori fai-da-te che cercano di investire il proprio denaro in maniera autonoma – cioè senza rivolgersi a professionisti del settore – magari utilizzando iservizi di trading online offerti ormai da qualsiasi istituto bancario o SIM (Società di investimento mobiliare). 

1) IL TRADING ONLINE: UNA PROFESSIONE PER MOLTI MA NON PER TUTTI 

Oggi, disponendo di un semplice collegamento Internet e di un po’ di denaro è possibile fare trading in tempo reale su azioni o sulle valute, sulle materie prime o su altri mercati un tempo riservati aiprofessionisti. Ma le statistiche dicono che il 90% di coloro che si cimentano nel trading perdono denaro ed entro un anno smettono di svolgere questa attività dedicandosi ad hobby meno costosi, il 5% raggiungono il pareggio e solo il 5% riescono a guadagnare. Spesso, una delle ragioni per cui il principiante perde denaro è che non “dimensiona” correttamente le proprie operazioni attraverso le strategie di gestione del denaro e di protezione del capitale (money management). Una ferrea disciplina e un adeguato approccio psicologico completano la figura del buon investitore.

2) LA DIFFERENZA FRA L’INVESTITORE E IL TRADER: TEMPESTIVITÀ E DISCIPLINA 

Infatti, un investitore può permettersi di tenere un titolo più a lungo, per cui anche se il relativo prezzo scende improvvisamente può tenerlo in portafoglio aspettando che risalga, mentre un trader di posizioneno. Un trader che opera sul breve termine deve comprendere le ragioni per cui ha aperto una certa posizione, nonché quando e come uscirne, e deve essere quindi preparato a uscire quando le cose vannomale. Se il trader infrange questa regola fondamentale del trading e mantiene una posizione perdente, non segue più la strategia per la quale aveva effettuato il trade, ma adotta la cosiddetta Strategia Speranza: “spero che vada presto bene”. Ma quando si cerca di adattare i criteri di trading a una situazione perdente, le cose possono andare molto male. 

3) IL CAPITALE MINIMO NECESSARIO PER FARE TRADING 

Negli investimenti, ma in particolare nel trading, occorre rischiare solo il capitale che non ci importa di perdere. Infatti, l’inesperienza può giocare brutte sorprese e, anche quando si è più esperti, può sempreverificarsi un evento shock imprevisto. Occorre dunque essere finanziariamente e psicologicamente preparati a perdite – eventualmente consecutive e di una certa rilevanza – dei soldi impegnati. In pratica, può fare trading solo chi possiede almeno 50.000 € e può permettersi di rischiare di perdere con un sorriso metà o più di quel capitale (sebbene ciò non succederà se uno si attiene assai rigidamente alle fondamentali regole del money management, senza dunque intaccare in alcun modo la serenità della propria vita e quella della propria famiglia. 

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4) SI PUÒ VIVERE DI SOLO TRADING? 

Una persona veramente in gamba, disponendo di 50.000 € da rischiare, può vivere anche di trading,cioè avere un guadagno costante del 5-6% al mese. Naturalmente, questo vuol dire saper identificare un trend, sapere quando prendere profitti, sapere dove posizionare gli stop-loss, etc., tutte cose che occorreimparare e arrivare a comprendere in maniera profonda leggendo e sperimentando attraverso simulazioni e poi sul campo. Infatti, per guadagnare con il trading non occorre fare moltissime operazioni, ma scegliere solo le migliori opportunità, spendendo quindi meno di commissioni e applicando meno frequentemente stop-loss. Al contrario, se uno non sa giocare, può perdere anche le mutande pur disponendo di milioni di euro da rischiare.

5) PER L’INVESTITORE CHE NON PUÒ PRATICARE IL TRADING 

Certamente non tutti possono permettersi di dedicarsi al trading, e questo per varie ragioni: a causa del piccolo capitale disponibile, per mancanza di voglia e/o attitudine, o per semplice scarsità di tempo, dal momento che un’operazione deve essere seguita nel corso del tempo. Chi vuole ugualmente giocare in Borsa (oppure investire in obbligazioni, etc.) può farlo come “cassettista” – direttamente o tramite fondi di investimento – che è colui il quale, dopo aver acquistato un’azione o un altro prodotto finanziario, lo “conserva” metaforicamente in un cassetto e se lo dimentica per un certo periodo, che può essere di mesi o anche di anni. Il cassettista di solito dedica meno tempo alla Borsa e al mercato finanziario, e cerca generalmente di stare lontano dalla speculazione.



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