Come investire in diamanti o pietre preziose

zzzz8466I diamanti e le pietre preziose – rubini, smeraldi, etc. – sono per molte persone una grande passione, per altre rappresentano una vera e propria forma di investimento, consigliabile soprattutto quando le Borse vanno male ma non solo, visto che il rendimento annuo medio delle pietre preziose, anche nel periodo di quasi un ventennio che va dal 1985 al 2003, è stato del 8% superiore alla media dei rendimenti del mercato azionario.

1) INVESTIRE NELLE PIETRE PREZIOSE 

La rarità dei diamanti e delle pietre preziose in genere, unita alla loro inalterabilità nel tempo e facilità di trasporto dato l’ingombro assai limitato, al non essere soggetti a imposizioni fiscali oltre all’Iva, all’avere un valore di riferimento in tutto il mondo, oltre all’essere esteticamente appaganti, rende questi oggetti il bene rifugio per eccellenza, senza collegamenti con le valute e senza problemi di gestione: del resto, non esiste nulla in natura che sia più prezioso del diamante, a parità di peso. Addirittura, alcuni esperti consigliano di investire in diamanti circa il 10-15% del proprio patrimonio come investimento a medio-lungo termine, in pratica non inferiore a 5 anni. Anche perché i diamanti e le altre pietre preziose sono di libera commercializzazione ma sottoposti al 19% di Iva, per cui il rendimento dell’investimento – salvo casi particolari – risulta apprezzabile solo in tempi lunghi.

2) UN’IDEA BRILLANTE: COMPRARE DIAMANTI 

Comprare diamanti – l’oggetto del desiderio per eccellenza – è relativamente facile e sicuro se vi rivolgete a intermediari di comprovata affidabilità. Essi, però, sono diversi fra loro, per cui per valutarli correttamente occorre una certificazione: quella dell’Istituto Gemmologico Italiano (IGI) è riconosciuta in tutto il mondo, ma esistono anche altri laboratori gemmologici riconosciuti a livello internazionale. L’importante è che le pietre siano sigillate. Inoltre, è bene sapere che solo il 20% dei diamanti estratti viene tagliato a gemma e solo l’1-1,5% ha le caratteristiche del diamante da investimento. Perciò, se si è interessati a investire in diamanti conviene affidarsi a una società specializzata – naturalmente che offra le necessarie garanzie di serietà e professionalità – la quale si occupi anche dell’eventuale disinvestimento ricollocando i diamanti sul mercato in tempi molto rapidi.

3) COME SI VALUTA UN DIAMANTE 

Per valutare la qualità ed il valore di una diamante, si utilizza la cosiddetta “regola delle quattro C”:Color (colore), Clarity (purezza), Cut (taglio) e Carat (peso). Per quanto riguarda il colore, si possono avere diverse sfumature, dal comune giallo fino ai più rari e incolori violetto e azzurro, e la classificazione viene effettuata mediante una scala crescente che va dalla lettera “D” – corrispondente a un colore bianco azzurro o eccezionale – fino alla “Z”. Il livello di purezza, invece, si determina sulla base della presenza o assenza di imperfezioni interne al diamante. Per quanto riguarda il taglio, oggi viene usato quello “a brillante”, introdotto negli anni Venti e che ha soppiantato il precedente taglio “a rosetta” per l’eccezionale riflessione e rifrazione della luce che permette alla pietra così lavorata da abili artigiani. Infine, il peso di una pietra si misura in carati, e un carato corrisponde a 0,2 grammi.

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4) CARATTERISTICHE DEI DIAMANTI DA INVESTIMENTO 

Un diamante da investimento deve avere delle caratteristiche ben precise. Innanzitutto, non dovrebbe avere una classificazione di colore inferiore alla “I”, che corrisponde a un bianco con lievi tonalità, mentre dovrebbe avere un livello massimo di purezza, cioè internally flawless (IF). Per quanto riguarda il taglio, dovrebbe essere di livello Very Good o Good, mentre la fluorescenza – un’altra caratteristica del diamante – deve essere debole o assente. Infine, il peso non è un problema, tuttavia è preferibile acquistare pietre di 0,45-1,75 carati, perché sono più facili da collocare sul mercato al momento del disinvestimento, ancheperché il valore della gemma cresce proporzionalmente al peso ma più rapidamente. Tutte queste caratteristiche sono evidenziate nell’accurata certificazione riconosciuta internazionalmente, che individua senza approssimazioni la classificazione dell’oggetto.

5) LE ALTRE PIETRE PREZIOSE 

Per quanto riguarda le altre pietre preziose, non c’è che l’imbarazzo della scelta: smeraldi, rubini e zaffiri, topazi, zirconi, opali o altre pietre rare, magari per iniziare una collezione. L’importante, per fare i migliori affari, è comprare dai tagliatori (sono all’estero) o dai grossisti (in Italia) e rivendere alle aste. Per le pietre diverse dai classici smeraldi, rubini e zaffiri, il campo di variabilità dei prezzi è ampio, per cui ci sono elevati margini speculativi, che però richiedono una competenza maggiore. Fra l’altro occorre ricordare che oggi, accanto alle pietre naturali, esistono molte pietre false o non completamente naturali, per cui solo un esperto qualificato – magari di un laboratorio di analisi gemmologiche di fama internazionale, perché èmeglio non fidarsi di laboratori poco conosciuti – può dare le opportune garanzie: rifiutate quindi ogni occasione di facile “affare”, specie se per televisione.

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