Come investire in ETF: acquisto e guida all’uso

zz6538Il mercato dei fondi negoziati in borsa – o Exchange-Traded Funds (ETF) – è cresciuto da quando, nel 1993, un ETF ha fatto il suo primo debutto negli Stati Uniti. Oggi, gli investitori hanno più di 1 miliardo di euro di questi fondi, che investono e spesso si specializzano in quasi tutto l’immaginabile: dal petrolio agli indici di Borsa, dagli smartphone ai future su azioni relative al bestiame.

Gli ETF sono diventati molto popolari soprattutto perché sono poco costosi per il trading, ed al tempo stesso sono degli strumenti efficienti e per la maggior parte trasparenti. Sono interessanti sia per investitori a lungo termine alla ricerca di semplici portafogli a basso costo sia per trader attivi che vogliono acquistare e vendere prodotti finanziari complessi per tutta la giornata. Il loro acquisto può avvenire attraverso le migliori piattaforme di home banking o, per chi vuol fare trading, tramite le piattaforme professionali di broker specializzati nel trading online, dopo aver aperto un account.

Il modo più semplice per capire cosa è un ETF è quello di pensare ad essi come fondi comuni di investimento che si commerciano sui mercati in tempo reale come le azioni o i future. Ma con più di un migliaio di fondi tra cui scegliere, gli investitori devono prestare molta attenzione a quello che stanno comprando. Sebbene un ETF possa essere un modo semplice per diversificare un portafoglio, esso può essere troppo complicato e rischioso per certi investitori.

Gli ETF hanno il 90% delle caratteristiche dei fondi comuni di investimento normali. Entrambi sono insiemi di azioni, obbligazioni o altri investimenti che possono essere acquistati e venduti attraverso una società di intermediazione. Ma mentre le operazioni in fondi comuni vengono elaborate solo una volta al giorno, gli ETF possono essere acquistati e venduti in borsa per tutta la giornata di negoziazione. Pertanto, tutti quelli che acquistano un fondo comune in un determinato giorno, pagano lo stesso prezzo, a prescindere dal momento della giornata in cui l’acquisto è stato fatto.

Dato che – come le azioni e le obbligazioni tradizionali – gli ETF possono essere scambiati intraday, essi forniscono l’opportunità agli investitori speculativi di scommettere sulla direzione dei movimenti di mercato a breve termine mediante la negoziazione di un singolo titolo. Ad esempio, se sull’indice S&P 500 si è verificato un forte aumento dei prezzi per tutto il giorno, gli investitori possono cercare di approfittare di questo aumento con l’acquisto di un ETF che rispecchia l’indice, tenerlo per un paio d’ore mentre il prezzo continua a salire e poi vendere con profitto prima della chiusura delle attività.

A differenza dei fondi comuni di investimento, un ETF può essere utilizzato anche per strategie di trading speculativo, come la vendita allo scoperto e il trading a margine. In breve, l’ETF permette agli investitori di negoziare l’intero mercato, come se si trattasse di un singolo titolo. Essi, però, offrono tutti i vantaggi connessi con i fondi indicizzati, come il basso turnover e un’ampia diversificazione (per non parlare della statistica spesso citata che l’80% dei più costosi fondi comuni di investimento gestiti attivamente, che costano più degli ETF, non riescono a battere i loro parametri di riferimento).

In ogni caso, nel trading di ETF attraverso una società di intermediazione ogni trade comporta una commissione. Per evitare che i costi di commissione incidano troppo, è bene fare acquisti tramite una società di intermediazione a basso costo (con cui compravendite sotto i 10 euro non sono rare) e investire in incrementi di 1.000 euro o più per volta. Gli ETF hanno senso anche per un investitore buy-and-hold, che fa un grande investimento in un titolo e poi se lo tiene per molto tempo.

Gli ETF sono utili quando gli investitori vogliono creare un portafoglio diversificato. Ci sono centinaia di ETF disponibili, e coprono ogni indice maggiore di borsa, il settore del mercato azionario (large cap, small cap, etc.), delle materie prime, etc. Ci sono ETF internazionali, ETF regionali (Europa, Isole del Pacifico, mercati emergenti, etc.),  ETF paese-specifici, ed  ETF specializzati che coprono settori specifici (tecnologia, biotecnologie, energia, etc.) e nicchie di mercato (oro, petrolio, benzina, etc).

Gli ETF coprono anche altre classi di attività, quali il reddito fisso. Sebbene gli ETF offrano meno possibilità di scelta nel campo del reddito fisso, ci sono ancora un sacco di opzioni, tra cui gli ETF composti da obbligazioni a lungo termine, obbligazioni a medio termine e obbligazioni a breve termine. Sebbene gli ETF a reddito fisso siano spesso scelti per il reddito prodotto dai loro dividendi, anche alcuni ETF azionari pagano dividendi. Questi pagamenti possono essere depositati in un conto di intermediazione o reinvestiti.

Vari studi hanno dimostrato che l’asset allocation è un fattore primario responsabile del rendimento degli investimenti, e gli ETF sono un modo conveniente per gli investitori per costruire un portafoglio che soddisfi le specifiche esigenze della asset allocation. Ad esempio, un investitore alla ricerca di una dotazione dell’80% in azioni e del 20% in obbligazioni può facilmente creare quel portafoglio con gli ETF. Questo investitore può ulteriormente diversificare il portafoglio dividendo la quota azionaria in titoli large-cap e titoli small cap, e la parte obbligazionaria in titoli a medio termine ed a breve termine.



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