Come investire in oro, argento e platino

zzzz6336L’oro ed i metalli preziosi sono notoriamente un eccellente bene rifugio, un semplice mezzo per difendersi da crisi economiche, guerre, sconvolgimenti valutari, ed impennate dell’inflazione, anche se in Italia il privato cittadino incontra qualche ostacolo di tipo pratico a causa di norme molto restrittive.

1) INVESTIRE NEI METALLI PREZIOSI 

La rarità dell’oro e di metalli preziosi come l’argento e il platino, unita alla loro inalterabilità nel tempo e facilità di trasporto dato l’ingombro contenuto, ed all’avere un valore di riferimento ufficiale, rende questi metalli degli ottimi beni rifugio. L’oro, in particolare, è un bene rifugio che si apprezza soprattutto quando la valuta rifugio per eccellenza – il dollaro – si deprezza: in pratica, le rispettive quotazioni tendono ad avere un andamento quasi opposto. Tuttavia, anche l’investimento in questo tipo di beni è rischioso, perché nonostante siano trattati in mercati molto più trasparenti di quello dell’arte, le esplosioni speculative si susseguono a lunghi periodi depressivi, ed oggi la dimensione finanziaria prevale sui tradizionali fondamentali di domanda e offerta nel determinarne le quotazioni. L’orizzonte di tali investimenti, perciò, è rappresentato prevalentemente dal lungo periodo.

2) COME ACQUISTARE L’ORO 

In Italia, che è uno dei maggiori Paesi al mondo trasformatori di oro destinato alla gioielleria, un privato non può acquistare oro grezzo – cioè sotto forma di grandi lingotti non lavorati – ma soltanto lingottini che presentano una minima lavorazione, e dunque un aggravio di prezzo sulla materia prima, oppure monete d’oro a corso legale, per le quali esistono delle quotazioni semi-ufficiali o, infine, gioielli. Allo stato lavorato, infatti, l’oro può circolare liberamente e vi si applica un’Iva del 19%. Le cessioni e le importazioni di oro grezzo in barre standard, lingotti non lavorati, verghe, pani, polveri e rottami sono consentite solo per uso industriale – cioè alle sole imprese che effettuano la raffinazione e la trasformazione – e sono esenti da Iva, allo scopo di agevolare da una parte l’industria orafa e di impedire dall’altra ai privati di effettuare investimenti esenti da imposte.

3) COMPRARE ARGENTO E PLATINO 

Fra gli altri metalli preziosi, l’argento – a differenza dell’oro – è di libera commercializzazione sia allo stato grezzo che come manufatto o sotto forma di monete, e vi si applica un’Iva del 19%. Un identico discorso vale per il platino, tuttavia mentre il metallo grezzo ha un’Iva del 19%, a quello lavorato (escluso quello per uso sanitario, industriale e di laboratorio) si applica un’Iva del 38%, e ciò per scoraggiare gli investimenti privati, dal momento che anche monete e lingottini sono considerati come metallo lavorato. Tuttavia, la libera circolazione dei metalli preziosi diversi dall’oro in Italia esiste solo sulla carta, poiché il luogo deputato per gli acquisti è il Banco metalli, che per una disposizione dell’Ufficio Italiano Cambi risalente al 1936 non può vendere metalli preziosi ai privati od a società che non si impegnino a lavorarli. Quindi, per il privato l’unica possibilità è comprare lingottini lavorati.

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4) MONETE, MEDAGLIE E GIOIELLI 

Chi è interessato a investire nell’oro o in altri metalli preziosi può acquistare, oltre ai lingottini, monete o medaglie. Esiste inoltre la possibilità di acquistare gioielli o altri manufatti, tenendo però presente che l’Iva è del 19% per i metalli preziosi come l’oro e l’argento, ma sale a ben il 38% quando la presenza di platino è considerata prevalente. Non solo quando si acquista un gioiello, è importante accertarsi del “titolo”, che indica la quantità di metallo puro contenuta nell’oggetto: quando, ad es., su di esso troviamo la scritta – peraltro obbligatoria – “oro 18 Kt” (Kt vuol dire “carati”) o “oro 750%”, vuol dire che, su 24 parti di metallo, 18 sono d’oro e 6 di altri metalli. In Italia, per tradizione, tutti i gioielli d’oro hanno il titolo a 750 millesimi (18 Kt), mentre all’estero può essere maggiore o minore. Invece, il titolo minimo per l’argento commerciato in prodotti finiti in Italia è di 800 millesimi.

5) INVESTIRE TRAMITE I FONDI 

Le migliori performance di investimenti in questo settore vengono in realtà realizzate dai fondi che investono in società operanti nel settore dell’oro o dei metalli preziosi, che in certi anni si possono apprezzare tra il 50% e il 100%: ci riferiamo sia ai fondi comuni di investimento specializzati sia agli Exchange-Traded Funds (ETF), che tuttavia quando investono in commodities – quali appunto sono i metalli preziosi – sono noti anche come Exchange-Traded Commodities (ETC). Quindi, essi rappresentano un’attraente alternativa adatta anche per gli investitori che vogliono diversificare il proprio portafoglio i quali, più che alla protezione offerta dall’acquisto materiale di un bene rifugio per eccellenza quale l’oro – che presuppone un atteggiamento da “cassettista” – siano interessati alla speculazione, magari in tempi di dollaro debole e su orizzonti temporali relativamente brevi.



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