Come investire in quadri o opere d’arte

zzzz7656Investire in quadri e oggetti d’arte è un modo per coniugare la possibilità di crescita del proprio capitale alla soddisfazione del proprio senso estetico, ma come sempre in questo tipo di investimenti bisogna fare attenzione a ciò che si compra e da chi. Ecco alcuni consigli che possono risultare utili.

1) INVESTIRE NELL’ARTE 

Gli oggetti d’arte sono interessanti per un investitore perché sono tendenzialmente destinati a rivalutarsi nel tempo, dal momento che su di essi si concentra una domanda crescente a fronte di un’offerta che è per sua natura scarsa. Va detto, comunque, che il ritmo della rivalutazione non è costante, bensì conosce bruschi strappi e lunghe pause: in pratica, le quotazioni di autori sconosciuti possono esplodere nel giro di qualche mese, ma restare ferme – e gli autori in questione dimenticati – per diversi anni. Dunque, si tratta di investimenti interessanti solo per il medio o lungo termine, oppure se si vuole godere dell’opera d’arte acquistata, indipendentemente da quanto essa ci renderà se l’andremo a rivendere. Inoltre, tranne qualche eccezione, gli oggetti d’arte sono scarsamente liquidabili nei momenti di bisogno, per cui il rischio di questo investimento è in ogni caso elevato.

2) ATTENZIONE A FALSI E CONTRAFFAZIONI 

Chi investe nell’arte deve muoversi con cautela, poiché le insidie di questo mercato sono numerose. Il confine tra vero e contraffatto, in particolare, risulta estremamente labile, ed il falso è purtroppo sempre in agguato. Il problema, infatti, è che si tratta di un mercato fondamentalmente poco trasparente, in cui le informazioni e l’expertise sono in mano a una ristretta cerchia di addetti ai lavori. Quindi, chi vuole speculare su questi beni senza avere le necessarie conoscenze parte già con il piede sbagliato. Il consiglio, perciò, è di acquistare sempre con l’aiuto di un esperto, magari in una vendita all’astatenuta presso una casa d’aste accreditata, puntando su oggetti d’arte che vi piacciono e che hanno un certo valore, i quali possano valorizzare e personalizzare la vostra abitazione, e che – se siete fortunati – già dopo qualche anno potrebbero rivalutarsi anche del 200%.

3) IL MERCATO DELL’ARTE 

Nel mercato dell’arte esistono numerosi segmenti, che hanno un peso diverso nel fatturato totale del settore. A fare la parte del leone sono i dipinti, con una quota di mercato dell’ordine del 75%, seguiti dalle sculture e dagli acquarelli – entrambi con una quota di poco superiore al 10% – e poi dalle stampe (3%) e dalle fotografie (2%). Nel collezionismo, l’arte moderna sta cedendo il passo – in quanto a numero di contrattazioni – all’arte contemporanea, che presenta prezzi sicuramente più accessibili per le giovani generazioni di collezionisti. E sempre a proposito di costi, a differenza del mercato azionario e anche di altre forme di investimento in beni rifugio, il mercato dell’arte si distingue perché la rivalutazione degli oggetti d’arte non è soggetta a tassazione, e per la verità l’arte non pesa neppure sugli eredi, poiché ormai da qualche tempo sono stati aboliti i diritti di successione e donazione.

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4) LE ASTE DI OPERE D’ARTE 

Il posto migliore per acquistare le opere d’arte sono le aste specializzate in questo settore, le quali si tengono presso le casa d’aste e sono sempre molto frequentate dagli investitori, per cui nelcomplesso fatturano miliardi di euro ogni anno. Gli artisti oggi più richiesti sono i principali esponenti dell’arte contemporanea americana e italiana, ma anche gli artisti moderni, in particolare isurrealisti. Naturalmente, i prezzi di un quadro sono molto variabili, e possono andare da una decina di migliaia di euro per un dipinto di un artista contemporaneo fino ai milioni di euro pagati per un Picasso, un Rubens o altri dipinti di autori famosi. Su Internet esistono portali specializzati che hanno un archivio sulleopere d’arte – quadri, sculture, foto, etc. – messe all’asta nel mondo, dunque se si è interessati a questo tipo di investimento non resta che darsi da fare, naturalmente consigliati da esperti.

5) GLI OGGETTI DA COLLEZIONE  

Poiché il fisco ha un atteggiamento di benevola indifferenza con chi investe in oggetti d’arte e da collezione, può valere la pena approfittarne e – perché no? – magari iniziare una collezione di belle porcellane artistiche a produzione limitata, o di arte sacra, o di altro ancora. Occorre però tenere presente, per il momento del disinvestimento, che negli ultimi anni l’ascesa dei prezzi delle opere d’arte è stata accompagnata da una maggiore selettività da parte dei collezionisti, per cui solo le opere miglioritrovano un acquirente. Tuttavia, si possono fare anche altri tipo di affari. Infatti, se ad es. a un collezionista manca un solo pezzo per completare una determinata collezione, allora il pezzo che gli può permettere di completarla può essere acquistato dal collezionista a un prezzo molto superiore al suo valore, perché con tale acquisto la collezione aumenterebbe molto di valore.

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