Come investire in valuta estera

zz4535Cosa c’è nel vostro portafoglio? Probabilmente non dollari o sterline o yen. Eppure dall’Italia gli investitori che non conoscono rupie e yuan stanno comprando e vendendo valute estere sia come una copertura contro le loro riserve in euro sia come un modo per speculare sul mercato dei cambi, o Forex.

Un semplice modo per investire in valuta estera è farlo tramite i fondi comuni di investimento o gli Exchange-Traded Funds (ETF) – questi ultimi sono negoziati in Borsa – che si concentrano su una moneta unica o su un paniere di valute. Alcuni di questi investimenti permettono agli investitori di guadagnare dal declino di una valuta oppure di sfruttare una “leva” che ingrandisce guadagni e perdite.

Gli investitori italiani sono influenzati dalle fluttuazioni delle valute, anche se non scambiano i soldi stranieri direttamente. Quando l’euro è debole, i guadagni da azioni e obbligazioni internazionali valgono di più in euro e aumentano i rendimenti degli investitori italiani. Allo stesso modo, quando l’euro si rafforza, i guadagni realizzati possono essere di valore inferiore.

Così, l’acquisto diretto o indiretto di valute estere può essere una buona difesa in tempi turbolenti, perché esse non hanno quasi alcun rapporto con il movimento di azioni, obbligazioni e altri investimenti tradizionali. Possedere valute estere può anche contribuire a dissipare le preoccupazioni che in Italia la spesa pubblica stimolerà l’inflazione ed eroderà il potere d’acquisto dell’euro.

Mettere un po’ di soldi in valuta estera o in qualsiasi tipo di investimento estero a breve termine è in realtà un mezzo per nascondere i soldi lontano da quella che sembra fondamentalmente una valuta a rischio, quale è ormai l’euro già da qualche anno. E farlo non è oggi così difficile.

Infatti, gli investitori individuali possono aprire un conto Forex con poche centinaia di dollari. Il trading che si può fare con le piattaforme offerte da questi broker richiede un attento monitoraggio dei tassi di cambio, delle dichiarazioni delle banche centrali e di altri sviluppi economici. In generale, le valute aumentano di valore quando i paesi alzano i tassi di interesse e si indeboliscono quando li abbassano.

Per sfruttare questo mercato con un aiuto professionale, si può ricorrere ai fondi comuni gestiti attivamente e alle loro offerte indicizzate. Quando si sceglie un fondo comune, è un po’ come assumere un manager che capisce di asset e conosce la performance storica delle valute. Un fondo in valuta estera trae profitto da un calo dell’euro attraverso un paniere di strumenti del mercato monetario legati al dollaro, al franco svizzero, allo yen giapponese, alla sterlina inglese, alla corona norvegese, al dollaro australiano, al dollaro canadese, etc.

Uno dei motivi per investire in un paniere di valute è che una miscela di valute è meno volatile di una moneta unica. Ci sono decine di ETF che investono sui mercati emergenti e basati su valute estere. Esistono anche vari cosiddetti Exchange-Traded Notes (ETN) quotati in borsa che investono in valute estere. Gli ETN sono come gli ETF, nel senso che vengono scambiati come azioni e obbligazioni. Ma, in sostanza, sono promesse di pagare simili a obbligazioni, anche se il debito non è garantito, e il loro valore dipende dal rating di credito dell’emittente.

Infine, molti fondi ETF quotati in borsa hanno strategie complesse che utilizzano futures e swap per ottenere l’esposizione valutaria. Al contrario, gli ETF CurrencyShares di Rydex Investments detengono direttamente le principali valute. A differenza di molti ETF, questi non replicano un indice. Sono costituiti come fondi che riflettono il prezzo della valuta sottostante. Questi includono il CurrencyShares Euro Trust, il British Pound Sterling Trust, il Japanese Yen Trust, etc.



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