Come investire nei paesi emergenti

zz7446I mercati emergenti sono le economie in via di sviluppo, molte delle quali stanno vivendo una rapida crescita e industrializzazione. Questi paesi possiedono mercati mobiliari che procedono verso – ma non hanno ancora raggiunto – gli standard delle nazioni sviluppate. Ha quindi senso investirvi, ma come?

I mercati emergenti hanno in genere un numero di società quotate in borsa sempre più piccolo rispetto ai mercati sviluppati. I titoli di questi mercati, inoltre, possono avere minore liquidità, meno regolamentazione e principi contabili più deboli rispetto a mercati più maturi come quelli dell’Italia, di molti paesi europei, degli Stati Uniti, o del Giappone, tanto per fare qualche esempio.

Negli ultimi anni, i mercati emergenti hanno attirato una notevole attenzione da parte degli investitori a causa delle loro quote crescenti di produzione economica globale e della capitalizzazione di borsa. Aspetti demografici favorevoli e aspettative di crescita economica elevata hanno reso i mercati emergenti degli investimenti popolari, nonostante i loro rischi, che vedremo più avanti.

Anche se non esiste un sistema di classificazione definitivo, gli investitori in genere considerano molti paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’Europa dell’Est, dell’America Latina e del Medio Oriente “mercati emergenti”. I quattro più importanti in rapida crescita sono i “BRIC”: Brasile, Russia, India e Cina.

Gli investitori, in realtà, a volte aggiungono un ulteriore livello a questa classificazione etichettando certi paesi come mercati “di frontiera”, che consistono di economie ancora più piccole e meno avanzate le quali possono presentare alte barriere agli investimenti esteri o affrontare significative incertezze e/o caratteristiche politiche che si possono aggiungere alla loro volatilità intrinseca.

Come possono gli investitori puntare con strumenti finanziari all’investimento nei mercati emergenti? Le azioni delle più grandi società con sede nei mercati emergenti possono essere disponibili per l’acquisto tramite una società di intermediazione, o broker. In tal modo si può acquistare uno specifico numero di azioni, ad esempio, di una società straniera particolarmente promettente.

Gli investitori possono anche optare per l’esposizione indiretta ai mercati emergenti con l’acquisto di azioni di multinazionali large cap di paesi sviluppati che vendono i loro prodotti a classi medie in rapida crescita del mondo in via di sviluppo. Gli investimenti in queste aziende non sono tuttavia un sostituto ideale degli investimenti diretti nei mercati emergenti, dato che le entrate derivanti dai paesi emergenti probabilmente rappresentano solo una parte del totale delle loro vendite.

Un fondo comune di investimento dei mercati emergenti fornisce però un modo semplice e conveniente per ottenere l’accesso ai mercati emergenti dalla porta principale. Tali fondi possono infatti acquistare azioni o obbligazioni nell’universo dei mercati emergenti o concentrarsi su particolari regioni o settori all’interno di essi. Una semplice opzione per la costruzione di un buon portafoglio di investimento è quindi rappresentata da un fondo comune gestito professionalmente che allochi il suo patrimonio attraverso una varietà di titoli e regioni, compresi i mercati emergenti.

Gli investitori dovrebbero infatti notare che i fondi comuni di mercati emergenti – in particolare quelli con un focus particolarmente ristretto – tendono ad essere più rischiosi rispetto ai fondi più diversificati che si concentrano sui titoli di paesi sviluppati. Di conseguenza, i fondi dei mercati emergenti dovrebbero rappresentare solo una piccola parte del portafoglio ben diversificato di un investitore a lungo termine, costituito da un mix di azioni e obbligazioni nazionali e internazionali.



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