Commissioni trading Forex: quali sono?

zz7332Gli investitori che negoziano titoli, future o opzioni in genere utilizzano un broker, che agisce come un agente nella transazione. Il broker prende l’ordine di un trade e tenta di eseguirlo secondo le istruzioni ricevute dal cliente. Per avere questo servizio, al broker viene pagata una commissione quando il cliente compra e vende lo strumento negoziabile, e ciò vale anche per le piattaforme online.

I costi delle commissioni variano da broker a broker, quindi assicuratevi di controllare prima le tariffe offerte da ciascuno. Molti broker al dettaglio, ad es., non fanno pagare commissioni dirette. I costi più comuni associati con il trading sono lo spread e la commissione per  il broker per ogni trade collocato. Tali costi sono sostenuti dal trader indipendentemente dal successo o meno del suo trade.

Il mercato Forex, tuttavia, non ha commissioni. A differenza dei mercati basati sugli scambi – come quello borsistico – il Forex presenta una caratteristica unica: le aziende del Forex sono concessionari, non broker. Questa è una distinzione fondamentale che tutti gli investitori devono capire. Un trading senza costi di transazione è chiaramente un vantaggio. Tuttavia, quello che potrebbe sembrare un gradissimo affare per gli operatori inesperti, in realtà non è esattamente tale.

A differenza dei mediatori, infatti, i concessionari si assumono il rischio di mercato fungendo da controparte al trading dell’investitore. Essi non fanno pagare commissioni: fanno i loro soldi attraverso lo spread domanda-offerta (bid-ask). Alcune società di intermediazione offrono sulle proprie piattaforme uno spread fisso, altre offrono uno spread variabile e altre ancora fanno pagare una commissione che è una percentuale dello spread.

Nel Forex, però, l’investitore non può tentare di acquistare sul bid o vendere al prezzo dell’offerta come nei mercati basati sugli scambi. D’altra parte, una volta che il prezzo annulla il costo dello spread, non ci sono spese o commissioni, ed il resto è tutto guadagno. Tuttavia, il fatto che gli operatori devono sempre superare lo spread bid/ask rende lo scalping molto più difficile nel Forex.

Il modo più semplice per capire il termine “spread” è pensare ad esso come a una tassa che il vostro broker vi fa pagare per fare trading. Il vostro broker vi dà due prezzi per ogni coppia di valute che offre sulla propria piattaforma di trading: un prezzo per comprare (prezzo di offerta) e un prezzo di vendita (il prezzo di domanda). Lo spread è semplicemente la differenza tra questi due prezzi e ciò che il broker guadagna. Questo è il modo in cui fanno i loro soldi e rimangono in attività.

In altre parole, lo spread è la differenza tra il prezzo che il market maker è disposto a pagare per l’acquisto della moneta (il prezzo di offerta), ed il prezzo al quale egli è disposto a vendere la valuta (il prezzo di domanda). Se ad esempio il monitor vi mostra: “EUR/USD – 1,4952-1,4955” vuol dire che è uno spread di tre pips, la differenza tra il prezzo di offerta di 1,4952 e il prezzo di domanda di 1,4955.

Se quindi avete a che fare con un market maker che offre uno spread fisso di tre al posto di uno spread variabile, la differenza sarà in questo caso sempre di tre pips, a prescindere dalla volatilità del mercato. Nel caso di un broker che offra uno spread variabile, ci si può aspettare uno spread che, a volte, parte da 1,5 pip fino a 5 pips, a seconda della coppia di valute oggetto di scambio e del livello di volatilità del mercato.

Alcuni broker possono anche addebitare una piccola commissione, dell’ordine di due decimi di un pip, per passare il flusso di ordini da voi ricevuti al market maker con cui collaborano. In tal modo, è possibile ricevere uno spread molto ristretto che altrimenti solo i trader più grandi potrebbero permettersi di pagare.



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