Differenza fra ETF e ETC, ETN, ETP

zzzz6567Gli ETF e gli ETC sono particolarmente utili per il trader perché in essi sono rappresentati singoli indici e settori, le diverse dimensioni aziendali (small, medium, big caps) ed esistono anche specifici strumenti – potenziali “armi letali” se non usati con prudenza e cognizione di causa – che permettono di guadagnare quando il mercato è in discesa ed altri che possono realizzare il doppio o anche il triplo della performance del sottostante. 

1) ORIENTARSI FRA ETP, ETF, ETN, ETC 

Con il termine ETP (Exchange-Traded Products) si intende la grande famiglia di prodotti ad indice quotati, di cui fanno parte gli ETF (Exchange-Traded Funds) e gli ETN (Exchange-Traded Notes). Gli ETN hanno un comportamento simile agli ETF: sono strumenti chereplicano un indice – ad es. l’indice di volatilità VIX o un indice azionario, etc. – oppure una materia prima (commodity). In quest’ultimo caso sono denominati ETC (Exchange-Traded Commodity). Gli ETN (di cui, appunto, fanno parte gli ETC) sono, a differenza degli ETF, delle “note” e non dei fondi. Questo significa che l’ETN/ETC è simile ad un’obbligazione senza cedola a lunghissima scadenza, il cui rendimento è correlato a un indice. Pertanto gli ETN/ETC sono – a differenza degli ETF – soggetti al rischio controparte, cioè nel caso di fallimento dell’emittente il sottoscrittore di un ETN/ETC rischia di perdere il proprio capitale investito.

2) GLI ETF (EXCHANGE-TRADED FUNDS

Gli ETF sono fondi, negoziati in Borsa come azioni, che replicano in maniera passiva un benchmark, per cui quando uno dei componenti del benchmark viene sostituito anche la corrispondente attività finanziaria all’interno del benchmark viene sostituita. Gli ETF permettono agli investitori di acquisire un’esposizione a indici azionari o settori ben noti con un solo trading, con la stessa facilità di acquisto di un’azione ordinaria. Gli ETF quotati sul mercato italiano si negoziano sul mercato ETF Plus, nel segmento A, mentre il segmento B è riservato agli ETF strutturati, che comprendono i prodotti “short” (o inversi) e “leveraged” (con effetto leva) illustrati nel prosieguo di questa pagina. Al giugno 2010, sulla Borsa Italiana risultavano negoziati ben 440 ETF, rendendola una delle principali borse europee per questo tipo di strumenti. Per negoziazioni di importi superiori a un milione di euro è necessario operare OTC (Over-The-Counter), cioè fuori dal mercato, direttamente con un market maker. 

3) GLI ETC (EXCHANGE-TRADED COMMODITIES

Gli ETC sono strumenti che rappresentano investimenti diretti in materie prime o in derivati sulle materie prime, quindi il loro prezzo è strettamente legato all’andamento del prezzo del sottostante in cuihanno investito. Tramite gli ETC, l’investitore ottiene una posizione diretta sulle commodities senza dover fare trading sui future e senza gestire i roll-over dei mercati a termine o gestire la consegna fisica del sottostante. Gli ETC assicurano quindi un semplice e immediato accesso a una vasta gamma di commodities e sono quotati nelle più importanti borse europee. Al settembre 2009, sulla Borsa Italiana risultavano negoziati 67 ETC correlati a indici di materie prime singole e aggregate. Vengono negoziati sulla Borsa Italiana nel mercato ETF Plus, nel segmento C. Il mercato ETF Plus, grazie alla quotazione in tempo reale degli ETC, rende dunque più facile l’accesso dei trader italiani al mercato delle materie prime, offrendo strumenti trasparenti e con una potenziale elevata liquidità. 

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4) I PRODOTTI “SHORT” (O INVERSI) 

Gli ETF “short” o “inversi”, indicati da una di queste due parole accanto al nome dell’emittente, sono adatti per chi scommette su un mercato orso e, a differenza di altri strumenti utilizzati dai professionisti per guadagnare in un mercato in discesa, sono acquistabili da quasi tutte le categorie di investitori. Possono essere molto efficienti ed efficaci, ma vanno utilizzati in una percentuale coerente con il proprio portafoglio, e coerentemente con le proprie previsioni e strategie, non solo perché magari stanno performando bene. Tuttavia, non è affatto facile capire il contesto, le motivazioni e la fase di mercato in cui i fondi short dovrebbero essere inseriti nel proprio portafoglio, pertanto si tratta di strumenti da usare con estrema cautela. Possono essere usati a scopo di “copertura”, per proteggere la componente azionaria del portafoglio sulle resistenze tecniche degli indici azionari, o semplicemente per guadagnarea cquistandoli all’inizio di lunghi trend discendenti. 

5) I PRODOTTI “LEVERAGED” (2X, 3X) 

Gli ETF “leveraged”, indicati con il simbolo “2X” o “3X” accanto al nome dell’emittente del fondo, sono strumenti introdotti nel 2006 che cercano di amplificare il rendimento dell’indice sottostante usando un effetto leva giornaliero costante che può essere di 2:1 (per i “2X”) o di 3:1 (per i “3X”). Permettono quindi un guadagno (ma anche una perdita) elevati, 300%, 200%, -200%, -300% dell’apprezzamento dell’indice o di altro benchmark per ogni singolo giorno. A causa della composizione del rendimento giornaliero, su periodi superiori al giorno in genere differiscono sempre più dall’andamento del sottostante, portando alla progressiva erosione del capitale anche se il sottostante ha semplici fluttuazioni laterali. Pertanto, vanno usati soprattutto per il trading intraday o, con molta cautela, sul breve termine, non sul lungo termine. Possono essere diretti o inversi (ultrashort); nel primo caso il fattore di leva è indicato con segno positivo (2X, 3X), nel secondo con segno negativo (-2X, -3X).

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