Differenza tra gestioni patrimoniali e fondi

zzzz86331) LE GESTIONI PATRIMONIALI IN FONDI (GPF)

Le Gestioni Patrimoniali in Fondi (GPF) sono prodotti finanziari che, come suggerisce il nome stesso, investono il denaro in fondi comuni d’investimento e Sicav diversificando su vari prodotti. Si tratta quindi di un tipo di gestione adatta anche per i risparmiatori medio-piccoli. Al momento della sottoscrizione, il risparmiatore può scegliere tra diverse linee di investimento, più o meno prudenti o aggressive a seconda del profilo di rischio, pertanto può delegare la gestione dei risparmi alla banca o Sim di fiducia in base al proprio profilo. In alcune linee GPF, sarà il gestore stesso a decidere liberamente le percentuali da investire in fondi obbligazionari e in fondi azionari. Le migliori gestioni sono quelle multimanager, che possono diversificare su fondi di diversi gestori e non limitarsi a quelli – non sempre all’altezza – del gruppo bancario che si occupa della GPF. Le GPF non multimanager sono, parafrasandone l’acronimo, “Gestioni Patrimoniali Finte”: in tal caso, tanto vale investire direttamente in fondi.

2) DIFFERENZA TRA FONDI E GESTIONI PATRIMONIALI

Le Gestioni Patrimoniali Mobiliari (GPM) fanno, sostanzialmente, il “lavoro” dei fondi comuni flessibili, nei quali il gestore è libero di decidere e di variare le percentuali da investire nell’obbligazionario e nell’azionario, ma le GPM più piccole hanno di solito lo svantaggio di investire solo sul mercato nazionale, oltre ad avere commissioni più alte. Le Gestioni Patrimoniali in Fondi (GPF), invece, se non sono multimanager investono di solito in fondi del proprio gruppo bancario, mentre se sono “multimanager” fanno lo stesso lavoro dei cosiddetti “fondi di fondi” – fondi di investimento che investono in fondi di varie marche – ma senza dare la possibilità di seguire l’investimento: mentre con i fondi comuni il risparmiatore ha un elevato controllo sull’andamento dell’investimento poiché può controllare il valore della quota quotidianamente attraverso i media, con le gestioni patrimoniali riceve solo un rendicontazione periodica (in genere, trimestrale), e dunque eventuali “sorprese” negative potrebbero venir scoperte in ritardo.

3) USATE I “BENCHMARK” COME RIFERIMENTO

Come i fondi comuni, anche le gestioni patrimoniali hanno un benchmark, cioè un parametro di riferimento composto da un paniere predefinito con il quale si possono confrontare l’andamento e le performance (in termini di rendimento) di un determinato investimento finanziario nei diversi periodi. Il parametro scelto dipende dal tipo di gestione: ad es., una gestione al 100% azionaria Italia avrà come parametro un indice di borsa MIB; mentre, nel caso delle gestioni in fondi, il benchmark è quello normalmente usato per i fondi delle corrispondenti categorie. Ovviamente, l’obiettivo dei gestori è quello di superare i parametri di riferimento delle varie linee scelte dai clienti. Prima di sottoscrivere una gestione patrimoniale, quindi, verificate che il benchmark scelto dal gestore sia attinente e correlato con l’investimento realmente effettuato, e confrontate i rendimenti del benchmark e della gestione, evitando gestioni che in passato, per lunghi periodi, hanno avuto un rendimento minore del benchmark di riferimento.



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