Dove posizionare lo stop loss nel trading

zzzz4478Nel trading, affinché la gestione del rischio abbia successo, occorre fissare un livello di stop-loss per il nostro trade e tale livello deve essere scelto in maniera adeguata. Un primo modo è quello di valutare il rapporto tra rischio e ricompensa, poi devo tener conto della massima percentuale di perdita che posso consentire alla mia posizione – che può costringermi ad alzare la soglia dello stop loss – e infine devo calcolare dove si colloca effettivamente il supporto tecnico, e modificarlo in maniera opportuna man mano che procedo nel trade.

1) VALUTAZIONE DEL RAPPORTO TRA RISCHIO E GUADAGNO 

Un trader non dovrebbe mai rischiare più di quello che può guadagnare con un trade. Un buon trader cerca quindi di non rischiare più di 1/3 di ciò che si aspetta di guadagnare da un trade. In altre parole, la ricompensa dovrebbe essere normalmente 3 volte più grande del rischio che ci si prende. Se ad esempio punto a guadagnare 9 tick in un trade di un’azione, io posso rischiare solo 3 tick, e dovrò quindi interrompere il trade e “tagliare”, cioè impedire, le ulteriori perdite se raggiungo questa soglia, che dunque rappresenta il cosiddetto “stop-loss”. Questa è una regola che va seguita in maniera rigorosa. Dunque, se la posizione in cui vorrei entrare per fare un trade non mi appare per qualche motivo favorevole da questo punto di vista, io non vi entro neppure.

2) LO STOP-LOSS SUL CAPITALE E IL MASSIMO NUMERO DI PERDITE POSSIBILI 

Una buona regola generale è quella di fissare uno stop-loss del 37,5% sull’intero capitale, come fanno gli hedge funds. In questo modo, se in ogni trade impieghiamo – come richiesto dal money management – solo una piccola percentuale del capitale, quest’ultimo sopravviverà abbastanza a lungo da ritornare al profitto anche dopo una notevole serie di perdite consecutive. Infatti, se il nostro capitale è di 100.000 € e in ogni trade impieghiamo il 4% del capitale, questo vuol dire che raggiungeremo lo stop-loss sul capitale dopo 12 perdite consecutive dell’intera somma impegnata nel trade, mentre se in ogni trade impieghiamo solo l’1% del capitale si raggiungerà lo stop-loss sul capitale solo dopo ben 47 perdite consecutive dell’intera somma impegnata nel trade.

3) ALTRE STRATEGIE USABILI PER FISSARE LO STOP-LOSS 

Analogamente, se fisso uno stop-loss del 4% sull’importo impegnato in un singolo trade, mi occorrono 12 perdite consecutive di questa entità perché tale importo mi si riduca del 37,5%, cioè di una percentuale difficilmente recuperabile. È possibile determinare una soglia adeguata per lo stop-loss anche tenendo conto della recente volatilità del mercato in cui operiamo relativa al nostro specifico intervallo temporale ditrading, e in particolare usando una delle seguenti strategie: (1) Sotto il minimo di oggi; (2) Sotto il minimo di ieri; (3) Sotto i livelli secondari di supporto intraday; (4) Sotto i livelli di supporto multi-giornalieri; (5) Sotto il ritracciamento del 50% dall’ultimo rally; (6) Sotto il minimo giornaliero di un indice; (7) Sotto ilivelli di supporto intraday. Spesso, in pratica, lo stop-loss iniziale viene fissato appena sotto il valore di una opportuna media mobile.

4) LO STOP-LOSS NELLA REALTÀ E NEI SISTEMI DI TRADING 

Ogni Stop Loss Order diventa eseguibile solo nel momento in cui viene toccato un determinato prezzo stabilito dal committente, ma non è detto che sia eseguito a quel prezzo. Una volta divenuto eseguibile, lo Stop Loss Order è infatti un semplice “Market Order”, vale a dire un ordine al meglio,cioè a qualsiasi prezzo sia fattibile in quell’istante. Per cui uno Stop Loss calibrato sul 5% di perdita può, nei fatti, provocare un 7% di perdita. Unasoluzione comunemente impiegata – per quanto incompleta – dagli sviluppatori di sistemi automatici di trading è quella di esaminare la peggior percentuale di perdita su un periodo passato usato come testdel sistema (backtesting) e di permettere una percentuale di perdita superiore del 50% a tale livello. Perciò, se ad esempio la peggior perdita nel periodo di test esaminato è stata del 10%, si può permettere una perdita percentuale del 15%.

zzzz7770

5) DALLO STOP-LOSS INIZIALE AL “TRAILING-STOP” 

Una volta che io mi trovo a operare un trade in cui lo stop-loss iniziale non è mai stato attivato perché il mercato si è mosso nella giusta direzione, proteggerò man mano i miei profitti usando uno “stop-loss dinamico” (trailing stop), che può essere posto, ad esempio, a metà strada tra due medie mobili con diverso periodo.  Il trailing stop è un ordine dinamico – attivo dal momento dell’esecuzione dell’ordine stesso – che segue il trend del titolo e, prendendo in considerazione l’ultimo massimo e minimo relativo raggiunto, adatta dinamicamente il livello di stop-loss, fissato come numero di tick, ovvero di scostamento del prezzo. In pratica, se non opero in automatico, terrò d’occhio, oltre a questi indicatori, anche il mercato e i market makers per determinare gli opportuni punti di uscita.



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *