Fondi etici, garantiti, a capitale protetto, absolute return, etc.

zzzz66341) I FONDI DI FONDI 

I fondi di fondi sono fondi comuni che, anziché investire il denaro raccolto in attività finanziarie primarie (cioè direttamente in titoli azionari od obbligazionari), investono in altri fondi di investimento – preferibilmente gestiti da gestori diversi di varie SGR, anche straniere – con l’idea di selezionare in maniera oggettiva per conto dell’investitore i migliori fondi della tipologia prescelta e di puntare su quelli per avere una performance più elevata della media, basandosi dunque sui rendimenti passati, sulle classifiche e sullevalutazioni di Morningstar e Standard & Poor’s, e senza guardare a nazionalità o gruppo bancario di appartenenza. I fondi di fondi offrono la possibilità di investire solo sui migliori gestori presenti sul mercato, e ciò in generale dovrebbe portare a performance migliori. Rappresentano quindi lo strumento ideale per chi vuole investire in fondi, usandoli al posto dei singoli fondi che avrebbe altrimenti scelto, anche se le commissioni saranno un po’ più alte.

2) I FONDI ABSOLUTE RETURN 

I fondi absolute return – detti anche “total return” – sono fondi comuni a strategia flessibile – detti anche “total return” – sono fondi comuni a strategia flessibile con obiettivo di rendimento non correlato ai mercati. Sono, cioè, strumenti che dovrebbero permettere di guadagnare in qualsiasi condizione di mercato: sia in un mercato rialzista che in un mercato ribassista o con un movimento laterale o quasi piatto. Si sono affacciati sul mercato italiano a seguito del crollo dei mercati finanziari nel 2000 e delle forti performance negative registrate dal settore del risparmio gestito nei tre anni successivi. Per attuare laloro strategia market neutral, usano una asset allocation dinamica focalizzata sulla gestione flessibile dei cambi, sul controllo della volatilità e sulla selezione delle azioni stock picking. Poiché questi strumenti non rientrano in una particolare tipologia di fondi, non è possibile l’uso di benchmark per valutare il gestore. Si tratta comunque di fondi dimostratisi deludenti, con portafoglio prevalentemente obbligazionario o bilanciato e con elevate commissioni. 

3) I FONDI A CAPITALE PROTETTO 

I fondi a capitale protetto sono fondi comuni che promettono di far guadagnare senza rischiare di perdere il capitale. In realtà, non c’è in realtà alcuna garanzia di restituzione del capitale, ma solo l’attuazione da parte del gestore di tecniche volte a limitare il rischio. Dunque, il fondo a capitale protetto è un’obbligazione di mezzi, non di risultato: non viene fornita alcuna garanzia che il valore dell’investimento non scenda al di sotto del livello di protezione, e la protezione del capitale viene attuata attraverso l’applicazione di tecniche quantitative di gestione degli investimenti e di limitazione delle perdite. Sostanzialmente, in questi fondi – per lo più fondi flessibili che possono veicolare fino al 20% del patrimonio in derivati, opzioni ed hedge fund – vengono privilegiati obbligazionario e liquidità a scapito dell’azionario: il che, se da una parte riduce il rischio, dall’altra si traduce in performance opache, facilmente cannibalizzabili dalle commissioni e appena in grado di tenere il passo con l’inflazione. 

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4) I FONDI GARANTITI 

I fondi garantiti – detti anche “a capitale garantito” – sono fondi comuni che promettono, alla scadenza, la restituzione del capitale investito o di una sua frazione solitamente non inferiore al 70-75%. Tuttavia, si tratta del capitale nominale investito, per cui, se si ritira il capitale dopo alcuni anni, tenendo conto dell’inflazione il risultato sarà una svalutazione del capitale iniziale in termini reali. Senza contare commissioni di sottoscrizione, di gestione e diritti vari. Inoltre, la protezione del capitale vale solo alla scadenza: durante la vita del fondo è possibile disinvestire a prezzi di mercato e il rischio di incorrere in una perdita di capitale è ben presente. Il punto debole dei fondi garantiti è che, per offrire la protezione del capitale, occorre trovare una copertura i cui costi ricadono sul risparmiatore: in pratica, una parte del capitale investito verrà dedicata a tale scopo, a danno della quota destinata invece a generare rendimento, e ciò frenerà le performance del fondo nel momento in cui i mercati vanno bene. 

5) I FONDI ETICI 

I fondi etici sono particolari fondi comuni in cui il gestore per le proprie scelte di investimento non tiene conto solo del fattore economico ma anche, appunto, di quello etico. Investono quindi in aziende e Stati piùattenti alle conseguenze ambientali e sociali delle loro azioni, e vengono escluse società che operano, ad es., nel settore pornografico, nella produzione di armi e sigarette, nella realizzazione di prodotti inquinanti, etc., oppure che non offrono degne condizioni di lavoro ai propri dipendenti. In effetti, in passato questi fondi si basavano solo su principi di “esclusione”, mentre oggi investono attivamente il patrimonio attraverso dei criteri di eticità, scegliendo solo imprese socialmente responsabili, che dunque hanno alta probabilità di generare nel tempo valore e rendimenti elevati. Le finalità solidaristiche dei fondi etici sono parte integrante della valutazione dell’investimento e ne determinano la scelta anche in casi di rendimento inferiore rispetto ai “fondi classici”.



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