Fondi pensione aperti, negoziali o PIP: confronto

zzzz58061) I FONDI PENSIONE: COSA SONO 

I fondi pensione sono strumenti che consentono di costruirsi una rendita pensionistica integrativa a quella fornita dai sistemi di previdenza obbligatoria. Tramite un fondo pensione, il lavoratore investe volontariamente risparmi durante la sua vita lavorativa, allo scopo di garantirsi una pensione complementare. In Italia, i fondi pensione non hanno ancora avuto un grande sviluppo, anche per la buona copertura del sistema pubblico. Da noi, fino a qualche anno fa essi erano legati soprattutto a specifiche categorie – come le banche e le assicurazioni – od a singole aziende che introducevano esperienze già realizzate in altri Paesi. Dal 2005, chiunque voglia una pensione integrativa può scegliere di aderire a un fondo – negoziale o aperto – oppure sottoscrivere un PIP (Piano Previdenziale Individuale), che è una vera e propria polizza assicurativa ma può utilizzare la denominazione di “fondo pensione”.

2) I VARI TIPI DI FONDI: APERTI, NEGOZIALI, PIP 

I fondi pensione negoziali – detti anche “fondi chiusi” o “ad ambito definito” – sono fondi istituiti in base ad accordi tra le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali di settori specifici (ad es., metalmeccanico), el’adesione a tali fondi è riservata a specifiche categorie di lavoratori. I fondi pensione aperti, invece, non riguardano la contrattazione collettiva ma sono creati e gestiti da banche, assicurazioni, SGR e SIM e poi collocati presso il pubblico. I Piani Individuali Pensionistici (PIP), infine, sono strumenti previdenziali di tipo assicurativo – fruibili anche da casalinghe e studenti – che consentono di erogare prestazioni integrative di natura pensionistica: la differenza con i fondi pensione sta nel fatto che l’adesione ai PIP è a carattereindividuale, e ciò comporta la possibilità di interrompere e poi eventualmente riprendere i versamenti dei premi senza che il contratto si interrompa.

3) LA PENSIONE INTEGRATIVA IN PRATICA 

La prestazione tipica di un fondo pensione è l’erogazione di una rendita (pensione) al beneficiario a partire dal momento del suo pensionamento. Tuttavia, è consentita la facoltà di optare per una liquidazione in un’unica soluzione per un importo che non ecceda il 50% del montante finale accumulato, anche se in alcuni casi specifici – ad es. rendita ottenibile inferiore alla pensione sociale – è consentita una liquidazione del 100%. In caso di licenziamento o dimissioni dall’azienda, l’importo maturato può essere riscattato o trasferito ad altro fondo. In caso di acquisto della prima casa o di spese mediche straordinarie, può essere richiesto un anticipo su quanto accumulato. In caso di morte o di invalidità dell’iscritto, l’importo maturato può essere riscattato dal coniuge (pensione di reversibilità) o, in sua mancanza, dai figli. Tuttavia, solo il diritto ad un anticipo è garantito dalla legge: il resto – compresa l’opzione della pensione di reversibilità – deve essere chiesto esplicitamente, spesso con costi aggiuntivi.

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4) FONTI DI FINANZIAMENTO E IMPIEGO DELLE RISORSE 

Le fonti di finanziamento dei fondi pensione variano a seconda della tipologia del beneficiario. Nel caso dei lavoratori dipendenti, le fonti contributive sono rappresentate dalla contribuzione del lavoratore, dalla contribuzione del datore di lavoro e dal versamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Nel caso di lavoratori autonomi o di altre categorie di persone, la sola fonte di finanziamento è rappresentata dal contributo dell’aderente. Le risorse così raccolte vengono investite nei mercati finanziari al fine di produrre un rendimento che va ad aggiungersi alla contribuzione via via versata nelle posizioni individuali. In Italia, gli investimenti sono in genere impostati su un profilo medio-alto di rischio-rendimento con i due seguenti limiti di legge per limitare percentualmente i titoli di maggior rischio: non più del 20% del patrimonio può essere investito in titoli di mercati non regolamentati; non più del 5% del patrimonio può essere investito in titoli di Paesi non OCSE.

5) RISCHI ASSOCIATI AI FONDI PENSIONE 

I fondi pensione non sono a capitale garantito, in particolare in caso di fallimento del fondo stesso o delle imprese private in cui investono il capitale raccolto. Nel 2006-2007, in effetti, sono avvenuti i primi fallimenti di fondi pensione integrativi in Italia: Cassa IBI, Comit, Cassa di Risparmio di Firenze, etc. In casi simili, i sottoscrittori dei fondi restano privi della pensione integrativa. La normativa italiana non introducevincoli specifici alle forme d’investimento consentite ai fondi pensione, per cui di solito questi fondi falliscono perché investono una frazione rilevante del capitale in strumenti altamente speculativi come gli hedge fund, che operano spesso in mercati non regolamentati. Esistono anche fondi che operano investimenti meno rischiosi, a fronte di rendimenti più contenuti, e fondi che garantiscono capitale ed interessi a fronte del pagamento di un premio di rischio.



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