Indicatori economici anticipatori del ciclo economico

zzzz4922Gli indicatori economici sono tra le news più importanti per trader ed investitori, poiché molti di essi influenzano le previsioni che questi si fanno riguardo il futuro dell’economia. Gli indicatori “anticipati”, in particolare, aiutano nella previsione perché forniscono un’anteprima di come si pensa che cambierà l’economia.

1) GLI INDICATORI ECONOMICI: COSA CI DICONO 

Un indicatore economico è semplicemente una statistica economica – come il tasso di disoccupazione, il prodotto interno lordo (PIL), il tasso di inflazione, etc. – che indica come sta andando l’economia e cosa farà nel prossimo futuro, grazie alla loro “inerzia” che ne permette una ragionevole estrapolazione sul breve termine. I trader e, più in generale, gli investitori usano tutte le informazioni a loro disposizione per prendere le loro decisioni operative. Se dunque un insieme di indicatori economici sta per per fare meglio o peggio di quanto si attendevano, possono decidere di cambiare la propria strategia di investimento. Per comprendere gli indicatori economici, dobbiamo capire come si differenziano fra loro: innanzitutto, in base alla frequenza dei dati, poiché possono essere comunicati su base mensile, trimestrale, annua, etc.; poi in base alla ciclicità o meno e, soprattutto, al timing.

2) INDICATORI CICLICI, CONTROCICLICI ED ACICLICI 

Gli indicatori economici possono avere 3 differenti relazioni con l’economia, dando luogo ad altrettante categorie fondamentali: (1) Ciclici: sono indicatori – detti anche “prociclici” – che si muovono nellastessa direzione dell’economia, per cui se quest’ultima va bene il loro valore cresce, mentre in una fase di recessione decresce (il prodotto interno lordo, o PIL, ne è un esempio tipico); (2) Controciclici: sono indicatori che si muovono in direzione opposta a quella dell’economia, come ad es. il tasso di disoccupazione, che aumenta quando l’economia peggiora e diminuisce quando migliora; (3) Aciclici: sono indicatori che non hanno una relazione con lo stato di salute dell’economia, per cui possono scendere o salire sia quando l’economia va bene che quando va male, e sono in genere di scarsa utilità (ad es., una statistica sul numero di parchi italiani).

3) GLI INDICATORI “ANTICIPATI”: PREANNUNCIANO IL FUTURO 

Gli indicatori economici possono essere anticipati, coincidenti o posticipati nei loro cambiamenti rispetto al cambiamento dell’economia nel suo insieme. Gli indicatori economici “anticipati” (leading) sono utili come predittori a breve termine – da 6 a 9 mesi nel futuro – dell’economia. Uno dei principali esempi di indicatori anticipati è rappresentato dall’indice del mercato azionario, poiché tale mercato di solito comincia a declinare già alcuni mesi prima che l’economia declini e risale circa un paio di trimestri prima che l’economia esca da una recessione. Altri indicatori anticipati sono le richieste di sussidi per la disoccupazione, l’indice della fiducia dei consumatori, i permessi per nuove costruzioni, gli ordini per i beni durevoli, etc. Per tutti i principali Paesi, esiste un indice che raggruppa i principali indicatori anticipati (Leading Economic Index), comunicato con cadenza mensile.

zzzz0497

4) INDICATORI “COINCIDENTI”, “POSTICIPATI” E LORO USO 

Gli indicatori coincidenti sono semplicemente quelli che si muovono contemporaneamente – o quasi – all’economia. Ne sono un esempio il Prodotto Interno Lordo (PIL), la produzione industriale, le vendite al dettaglio, l’indice manifatturiero e quello delle esportazioni. Un indicatore coincidente può essere usato per identificare le date dei picchi (dopo che si sono verificati) nel ciclo economico. Gli indicatori posticipati, invece, sono quelli che non cambiano direzione se non dopo qualche mese da quando lo fa l’economia nel suo complesso. Ne sono un esempio il tasso di disoccupazione, che tende ad aumentare ancora per 2 o 3 trimestri dopo che l’economia ha iniziato a migliorare, l’indice dei prezzi al consumo (cioè l’inflazione), il tasso di interesse praticato dalle banche, il costo del lavoro, i dati sulle scorte nel settore manifatturiero, la durata media della disoccupazione, etc. 

5) L’INTERPRETAZIONE A SCOPO PREDITTIVO: IL CICLO ECONOMICO 

Gli indicatori “anticipati” segnalano gli eventi futuri, e sono un po’ come dei semafori che indicano l’arrivo della luce rossa, anche se sono meno precisi di un semaforo. In finanza, i rendimenti obbligazionari, in particolare, rappresentano un buon indicatore per i mercati azionari, perché i trader di obbligazioni anticipano a scopi speculativi i trend in economia (anche se non sempre ci indovinano). Gli indicatori “coincidenti” non predicono eventi futuri, mentre quelli “posticipati” sono importanti nel confermare che un certo cambiamento è in atto o in procinto di verificarsi. Grazie allo studio degli indicatori, è possibile determinare la fase del ciclo economico in cui si trova il Paese al quale gli indicatori si riferiscono sia, indirettamente, l’economia mondiale. Le 4 fasi di un ciclo economico sono: (1) Espansione o ripresa; (2) Picco; (3) Contrazione o recessione; (4) Depressione.

zzzz2993



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *