Investimenti finanziari a basso rischio

zz9847Questo è il classico problema degli investimenti finanziari: come bilanciare rischi e rendimenti. In un momento di elevata volatilità e bassi tassi di interesse, la scelta dell’asset in cui investire è ancora più importante, tenendo presente che comunque un certo rischio c’è in tutti gli investimenti.

Con l’aumento del costo della vita – anche se ora questo problema non si pone come in passato – è imperativo che noi investiamo, preferibilmente con il minor rischio possibile, per generare il massimo rendimento possibile. Alti tassi di rendimento sugli investimenti sono ottimi perché non c’è bisogno di investire un capitale per raggiungere i vostri obiettivi di investimento. Eppure più il rendimento che si desidera è elevato, e maggiore è il rischio che si prende per ottenerlo.

Quando si è vicini alla pensione, la propensione per il rischio scende precipitosamente: semplicemente, non ci si può permettere di vedere un enorme calo del mercato, per cui a una certa età è necessario passare a investimenti a basso rischio. Questi tipi di investimenti generano un rendimento inferiore, perché non ci si è preso tanto rischio, ma la conservazione del capitale è più importante dei tassi di rendimento. Ecco alcune delle migliori opzioni di investimento a basso rischio per il vostro portafoglio.

I certificati di deposito

Non c’è niente di più noioso di un certificato di deposito. Si può ottenere attraverso la vostra banca, o anche tramite un consulente o broker di investimento. Con un certificato di deposito, depositate il vostro denaro per un determinato periodo di tempo presso un istituto finanziario.

In cambio, ottenete un tasso di interesse fisso per tale periodo e non cambia, non importa cosa succede ai tassi di interesse. Si è però bloccati fino alla scadenza del certificato. È possibile recedere prima in cambio di una penale che di solito è pari al valore dell’ interesse di tre mesi. Quanto si guadagna dipende dalla lunghezza della scadenza dei certificati e dall’andamento dell’economia. I tassi di interesse sono in genere bassi, ma se si blocca il denaro per molti anni è possibile ottenere un po’ più di interesse.

 I Titoli di Stato legati all’inflazione

I Buoni del Tesoro Poliennali “indicizzati” (BTPi) sono titoli di stato che pagano interessi e capitale in termini reali. In altre parole le somme corrisposte sono espresse in euro correnti al momento dell’acquisto del bond da parte vostra. Se acquistate oggi un Buono Poliennale Indicizzato riceverete interessi costanti in termini reali, ma crescenti in termini nominali.

I BTPi sono quindi del tutto simili ai BTP ma tutti i valori che li riguardano sono ‘corretti’ per tenere conto dell’inflazione attraverso appositi coefficienti moltiplicativi detti coefficienti di indicizzazione. Il capitale alla scadenza sarà moltiplicato per questo coefficiente che terrà conto dell’inflazione maturata dalla nascita all’estinzione del titolo. Le cedole pagate dal BTPi saranno rivalutate sulla base dell’inflazione maturata sino al momento di pagamento e così via.

Questi titoli che permettono all’investitore una protezione contro l’aumento dei livelli dei prezzi al consumo possono essere acquistati singolarmente o si può investire in un fondo comune che possiede un paniere di tali titoli. Quest’ultima opzione rende la gestione degli investimenti più facile, mentre la prima opzione vi dà la possibilità di risparmiare qualcosa per quanto riguarda le spese.

I fondi monetari o obbligazionari

Un fondo del mercato monetario è un fondo comune con lo scopo principale di non far perdere alcun valore al capitale investito. Il fondo cerca anche di pagare un po’ di interesse, per cui vale la pena parcheggiare il vostro denaro su questo tipo di fondo, almeno per un certo periodo.  Questi fondi non sono infallibili, ma sono dotati di un forte pedigree nel proteggere il valore del vostro denaro.

È possibile, in alternativa, puntare su fondi di investimento obbligazionari: fondi comuni composti interamente da Titoli di Stato e da obbligazioni con vita residua superiore a 3 anni. Sono quindi assai meno legati alla volubilità del mercato rispetto ai fondi azionari, ma in generale sono pure meno redditizi. Pertanto, risultano ideali per investimenti a breve termine. Come tutti i fondi comuni, anche gli obbligazionari presentano un “rischio emittente”, cioè che l’emittente di un titolo non sia solvibile.



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