Investimento: calcolo ROI, o ritorno economico

zz7878Un indicatore ampiamente utilizzato per valutare l’efficienza di un investimento o per confrontare l’efficienza di un certo numero di diversi investimenti è il ROI, che misura il rendimento di un investimento rispetto al costo dell’investimento. Per calcolare il ROI, il ritorno di un investimento viene diviso per il costo dell’investimento, e il risultato è espresso come percentuale o rapporto.

In formula, quindi: Ritorno sull’Investimento (ROI) = (Guadagno dall’investimento – Costo dell’investimento) / Costo dell’investimento. Dove il “guadagno da investimento” presente nella formula appena esposta si riferisce ai proventi ottenuti dalla vendita della partecipazione di interesse, mentre tutto il numeratore non esprime altro che il rendimento netto dell’investimento (guadagno meno costo).

Dato che il ROI è espresso in percentuale, può essere facilmente confrontato con i rendimenti di altri investimenti, il che permette di confrontare una varietà di tipi di investimenti diversi direttamente uno contro l’altro. Pertanto il Ritorno sull’Investimento è un indicatore molto popolare per la sua versatilità e semplicità. Essenzialmente, può essere usato come indicatore rudimentale della redditività di un investimento.

Il ROI, inoltre, è molto facile da calcolare e interpretare e può essere applicato a una vasta gamma di tipi di investimenti. In pratica, se un investimento non ha un ROI positivo, o se un investitore ha altre opportunità disponibili con un ROI più elevato, allora grazie a questi valori del ROI può capire quali investimenti siano preferibili ad altri, almeno dal punto di vista del rendimento economico.

Ad esempio, supponiamo che Mario abbia investito 1.000 € in azioni ENEL nel 2010 e che abbia venduto le sue azioni realizzando un totale di 1200 € un anno dopo. Per calcolare il ritorno dell’investimento appena illustrato, si devono dividere i guadagni realizzati da Mario (1200 – 1000 = 200 €) per il costo dell’investimento (pari a 1.000 €), ottenendo così un ROI di 200 / 1.000, o del 20%.

Vi sono alcune limitazioni nell’utilizzo del ROI, specie quando si confrontano diversi investimenti. Mentre infatti il ROI di un investimento può essere doppio di quello di un altro, magari il tempo che intercorre tra l’acquisto e la vendita dell’investimento con ROI più alto è stato molto più lungo. Perciò, ha molto più senso confrontare non direttamente il ROI, bensì il ROI “spalmato” sulla durata dell’investimento – determinando ad esempio un ROI annuo – altrimenti si rischia di giungere a conclusioni sbagliate sulla bontà relativa dei vari investimenti.

Dato quindi che il ROI non prende intrinsecamente in considerazione la quantità di tempo dell’investimento al quale si riferisce, questo indicatore spesso può essere usato in combinazione con il “tasso di rendimento”, che appartiene ad un periodo di tempo specificato, a differenza del ROI. Si può anche includere il “Valore Attuale Netto” (VAN), che rappresenta le differenze nel valore del denaro nel tempo a causa dell’inflazione, per un calcolo del ROI ancora più preciso.



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