Investire in commodities con ETF e ETC

zzzz77351) INVESTIRE ATTRAVERSO ETF E ETC 

Un modo molto semplice per investire su una commodity è comprare il relativo Etf. Gli “Etf” (Exchange-Traded Funds) – come pure i loro parenti stretti costituiti dagli “Etc” (Exchange-Traded Commodities) – sono strumenti finanziari che investono su una determinata materia prima e possono essere negoziati sul mercato come le azioni.  Si acquistano direttamente online tramite tutte le piattaforme di trading – da quelle in estensione all’home-banking a quelle professionali – che hanno un accesso alla Borsa Italiana in tempo reale o in differita. Per trovare gli Etf/Etc sulla commodity che ci interessa, basta cercare nell’apposito listino della Borsa i prodotti che contengono nel loro nome quello della materia prima stessa.  Prima di investire in un Etf, confrontate sempre attentamente l’andamento del prezzo e le altre caratteristiche del prodotto con altri dello stesso tipo, oltre che con un benchmark di riferimento,preferendo in genere gli Etf con maggiori volumi di scambi, cioè con maggiore liquidità.

2) GLI ETF CON SOTTOSTANTI POSSEDUTI FISICAMENTE

Il modo più efficiente di esporsi sulle commodities per guadagnare dai loro cambiamenti di prezzo è comprare fisicamente la commodity che ci interessa: i portafogli che utilizzano questa strategia possono contare su una perfetta correlazione con il prezzo di mercato della commodity, poiché il valore del bene posseduto si muove all’unisono con il prezzo corrente di quella materia prima. Sfortunatamente, le proprietà fisiche di molte commodities rendono lo stoccaggio fisico poco pratico o proibitivamente costoso, facendo sì che questa strada sia impraticabile eccetto che per le materie primeche: (1) non sono deperibili, (2) sono facilmente stoccabili e (3) hanno un elevato rapporto valore/peso. Pertanto, l’universo degli Etf con sottostanti posseduti fisicamente è limitato, essenzialmente, ai metalli preziosi, che accumulano ingenti quantità di materia prima in depositi sicuri. Le commodities su cui si può tradare o investire attraverso questo tipo di Etf includono l’oro, l’argento, il platino e il palladio.

3) GLI ETF SULLE COMMODITIES BASATI SUI FUTURE 

Per permettere di operare con quelle commodities che non possono essere possedute fisicamente dal gestore di un fondo, esistono gli Etf che investono in contratti future sulla commodity – o sull’asset di più commodities – sottostanti. Un contratto future è un impegno a comprare o vendere una determinata materia prima a un certa data e ad un prezzo prefissato, perciò il suo valore generalmente segue il prezzo del disponibile (cioè il prezzo “spot” espresso dai grafici di quella commodity), anche se la correlazione è spesso lontana dall’essere perfetta, dal momento che gli Etf devono vendere i future in scadenza e sostituirli con nuovi contratti. Ad esempio, nel 2009 i prezzi del gas naturale rimasero stabili, ma i relativi Etf – che investivano sui future – persero finanche metà del loro valore come risultato di un consistente”contango” sul mercato dei future: il contango indica una situazione di mercato dove il prezzo corrente (spot) è inferiore ai prezzi futuri, impliciti nei corrispondenti contratti futures.

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4) GLI ETC CHE REPLICANO UN BENCHMARK 

Tra i prodotti di tipo “exchange-traded” che investono sulle commodities basandosi sui futureesistono alcuni sottili ma importanti differenze. Un certo numero di fondi sulle materie prime, infatti, sono in realtà Exchange-Traded Notes (ETN), prodotti finanziari che replicano benchmark sulle commodities basati sui future. Tali fondi – noti come ETC, o Exchange-Traded Commodities – non investono direttamente sui contratti future, ma sono una sorta di obbligazioni a lunga scadenza il cui rendimento è correlato a unindice. Pertanto gli ETC – a differenza degli ETF – sono soggetti al rischio controparte, cioè in caso di fallimento dell’emittente il sottoscrittore di un ETC perde il proprio capitale investito. Dunque, gli ETC presentano insieme vantaggi e svantaggi: poiché non investono direttamente in contratti future, sono più aderenti all’andamento delle materie prime sottostanti, ma siccome sono titoli di credito espongono gli investitori a un rischio, poiché in caso di bancarotta non c’è un asset sottostante per rimborsarli.

5) GLI ETF SU ASSET LEGATI ALLE COMMODITIES 

Frustrati dall’impatto del contango su certi Etf, alcuni investitori si sono rivolti tramite gli Etf verso le azioni di aziende legate fortemente a una commodity quale mezzo alternativo – sia pure indiretto – per esporsi sulle materie prime. Poiché il profitto di certe industrie e attività produttive è pesantemente influenzato dal livello dei prezzi delle commodities ad esse collegate, in generale esiste una forte correlazione tra le due cose. Esistono numerosi Etf che permettono di investire in aziende esposte sulle commodities, come le aziende minerarie, le aziende agricole, le società petrolifere, altri produttori di materie prime, le industrie che le lavorano e le distribuiscono,etc. Tuttavia, gli investitori dovrebbero tenere presente che avere in portafoglio questi Etf non significa avere delle materie prime, ma azioni, e che essi in generale mostrano una correlazione più alta con i mercati azionari che con i prezzi delle commodities, diminuendo quindi uno dei potenziali vantaggi dell’investire nelle materie prime.



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