Investire in social lending: come funziona

zz7535L’emergere dei prestiti peer-to-peer (P2P) tramite le piattaforme di social lending ha creato una nuova opportunità di investimento per gli investitori che cercano reddito disposti a fare un po’ di compiti a casa in più. I mezzi di comunicazione finanziaria, infatti, coprono principalmente le opportunità a breve termine, ma vi sono investitori che puntano sul lungo termine ed è qui che il social lending è interessante.

Il peer-to-peer è una fonte di reddito alternativa che potrebbe funzionare bene per gli investitori che si prendono il tempo necessario per comprendere i rischi ed i benefici. Il social lending permette di fare prestiti ai privati o di partecipare a pool di prestiti, limitando così il rischio. È anche possibile utilizzare i punteggi di credito dei mutuatari a decidere quanto sia il rischio di credito che ci si vuole assumere.

I prestiti hanno in genere scadenze fino a 60 mesi, e l’approvazione di prestito e tassi di interesse sono basate su criteri di credito rigorosi volti a concentrarsi sui debitori più solvibili. I tassi di interesse del social landing pagati da chi richiede un prestito sono attraenti se confrontati con quelli di un certificato di deposito. Tuttavia, non è quello che riceverà un investitore. Ci sono da pagare i diritti e, molto probabilmente, le perdite, poiché si tratta di prestiti non garantiti.

Dopo aver effettuato l’investimento, si seleziona il livello di rischio. Per la maggior parte degli investitori – che dovrebbero essere almeno 100 – si ha dunque un basso rischio attraverso la diversificazione. Nel corso del tempo, riceverete interessi e capitale, meno perdite e tasse. Il vostro investimento si ridurrà man mano che i prestiti con scadenze relativamente brevi vengono ripagati. È possibile impostare l’account per mantenere automaticamente costante il livello di investimenti, o lasciare che si accumuli denaro.

Un rendimento tipico di questo tipo di investimento può essere intorno al 5%, che è di circa 3 punti percentuali inferiore al tasso di interesse pagato da chi prende in prestito il denaro, e certamente confrontabile quanto meno con il rendimento dei titoli obbligazionari. I rendimenti aumentano – così come la volatilità a causa delle perdite – quando il livello di rischio scelto cresce.

Se l’investitore rinuncia, riceve in cambio la liquidazione dell’investimento. Se avete fretta di uscire da un investimento peer-to-peer, potete provare a vendere il portafoglio ad un altro investitore, ma non c’è alcuna garanzia che i gestori della piattaforma troveranno un acquirente per voi. È quindi meglio prendere in considerazione un impegno di almeno 5 anni, o pari alla scadenza massima dei prestiti.

La maggiore partecipazione da parte degli investitori professionali in questo settore offre una forte indicazione che il prestito peer-to-peer non è una moda passeggera. Non è un investimento per tutti, ma per coloro che sono disposti a prendere un po’ il controllo delle loro azioni attraverso un più alto livello di gestione del rischio, potrebbe essere una buona fonte di reddito.



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