Come investire sulle materie prime con i fondi comuni

zzzz676788881) INVESTIRE TRAMITE I FONDI COMUNI 

Con i fondi comuni di investimento non è possibile investire direttamente su una o più materie prime (commodities), ma si può investire in azioni di società e industrie collegate a una determinata materia prima, come ad esempio quelle del settore dell’energia, dell’agricoltura e dell’industria mineraria. Così come le azioni in cui investono, il valore delle quote dei fondi di investimento sono influenzati non solo dai prezzi della commodity, ma anche dalle fluttuazioni del mercato azionario e dai rischi specifici di una determinata società. Un esiguo numero di fondi comuni indicizzati sulle commodities investono in contratti future e in derivati legati alle commodities, e dunque sono più direttamente esposti alle variazioni di una determinata commodity. I vantaggi dell’investimento sulle commodities attraverso i fondi comuni sono la gestione professionale, la diversificazione e l’elevata liquidità; gli svantaggi sono le commissioni talvolta elevate e il fatto che essi investono sulle materie prime in modo indiretto.

2) UN MODO PER DIVERSIFICARE IL PORTAFOGLIO 

Per un investitore sul medio o lungo termine, avere dei fondi comuni nel proprio portafoglio riduce il rischio compensando in parte le elevate fluttuazioni del mercato azionario e regalando maggiore stabilità neirendimenti. In realtà, poichè (a differenza degli Etf) i fondi comuni non investono direttamente sulle commodities, alcuni chiamano i fondi legati alle commodities delle “quasi commodities”, tuttavia esse svolgono ugualmente una funzione protettiva nei confronti del proprio portafoglio. Si noti che, secondo la teoria classica, le commodities non dovrebbero far parte di un portafoglio (almeno non tramite gli Etf) perché le materie prime non sono un asset che permette “utili”, a differenza delle azioni e delle obbligazioni: esse crescono di prezzo e basta. Quindi, investire sulle commodities attraverso i fondi comuni, è secondo i puristi, un modo “corretto” di investire sulle materie prime, dal momento che i fondi comuni sono azioni di società e industrie legate al settore delle commodities.

3) FONDI “SPECIALIZZATI” E PORTAFOGLIO DI FONDI 

Per sfruttare la relazione inversa esistente fra l’andamento del prezzo delle azioni e quello delle materie prime (commodities), l’investitore ha due possibilità. La prima è comprare un fondo comune “specializzato” su una materia prima – cioè che investe solo su aziende o industrie legate a una specifica commodities o tipologia di commodities – come difesa contro l’inflazione.  Il passo successivo all’acquisto di un fondo comune specializzato è crearsi un proprio portafoglio di fondi comuni specializzati ciascuno su aziende legate a una singola materia prima, o almeno tipologia di materie prime: in altre parole, si può mettere in portafoglio, ad esempio, un fondo comune sull’oro, uno sulle risorse naturali, uno sul petrolio, uno sull’industria mineraria, etc.  Con questo secondo approccio, possiamo dare noi un “peso”, e in modo assai preciso, a un determinato settore – ad es. l’oro – rispetto agli altri, mentre comprando un fondo indicizzato sulle commodities il diverso peso relativo è deciso dal gestore del fondo.

zzzz66349999

4) I FONDI “INDICIZZATI” SULLE MATERIE PRIME

Quando c’è una necessità sul mercato, i gestori di fondi sono pronti nello sfruttarla. Come abbiamo visto, nello stesso modo in cui i fondi comuni legati a singole tipologie di azioni od obbligazioni permettono agliinvestitori di creare portafogli azionari e obbligazionari “personalizzati” ma sarebbe possibile semplificarsi la vita acquistando direttamente un unico fondo azionario “generalista” od obbligazionario “generalista”, analogamente, anziché acquistare tanti fondi di investimento legati a singole commodities o tipologie di commodities, si può comprare un unico fondo indicizzato sulle commodities: tali fondi, infatti, sono composti di numerose commodities diverse, in una proporzione che riflette il valore della loro produzione nell’economia mondiale. Ciò significa che le commodities legate all’energia pesano per circa la metà del paniere, mentre quelle agricole per circa un quarto dell’indice. Va detto, però, che questo tipo di fondi di investimento, per quanto utili, sono diffusi soprattutto all’estero.

5) COME SCEGLIERE IL GIUSTO “TIMING” 

La strategia più semplice per entrare in un fondo comune di investimento sfruttando le sempre preziose informazioni fornite dall’analisi tecnica è quella dell'”inseguimento di trend” applicato attraverso il metodo delle medie mobili. In pratica, si considera il grafico a 2 anni del benchmark adottato dal fondo (o, in alternativa e/o in aggiunta, dell’Indice CRB), cui si sovrappongono due medie mobili, una di corto periodo a 20 giorni e una di lungo periodo a 100 giorni: si acquista quando la media a corto periodo incrocia, risalendo dal basso, quella a lungo periodo, ed al contrario si vende quando la media a corto periodo incrocia, scendendo dall’alto, quella a lungo periodo. Si noti che, nel caso dei fondi comuni, trattandosi di strumenti finanziari che – a differenza degli Etf – non sono quotati in Borsa e quindi non sono oggetto di trading, non ha senso applicare direttamente al fondo altre strategie o indicatori che con gli Etf invece risultano appropriati. Anche la scala temporale dell’investimento, con i fondi, è più lunga.

zzzz6643



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *