Meglio ETF o fondi comuni? Dove vi conviene investire

zz4654Gli ETF hanno, sostanzialmente, il 90% delle caratteristiche dei fondi comuni di investimento normali. Entrambi sono insiemi di azioni, obbligazioni o altri investimenti che possono essere acquistati e venduti attraverso una società di intermediazione o direttamente tramite la sua piattaforma informatica.

In particolare, proprio come un fondo comune di investimento indicizzato, gli ETF che investono sugli indici offrono un’ampio accesso ad un mercato (ad esempio internazionale o estero) o ad un settore specifico senza troppe difficoltà, come se si comprassero un sacco di piccole azioni straniere o settoriali direttamente, ma con un semplice “clic” fatto sul computer da casa propria.

Tuttavia, mentre le operazioni in fondi comuni di investimento vengono elaborate solo una volta al giorno – per cui investimenti e disinvestimenti possono non essere tempestivi rispetto alle necessità  – gli ETF possono essere acquistati e venduti in borsa per tutta la giornata di negoziazione, come singoli titoli. Sono quindi adatti per il trading in tempo reale su varie scale di tempo.

La maggior parte degli ETF sono fondi indicizzati rispetto a solo il 5% dei fondi comuni azionari e obbligazionari, secondo i dati forniti da Morningstar. I prezzi ed i rendimenti dei fondi indicizzati sono pensati per muoversi in tandem con i benchmark che copiano, come ad esempio il MSCI EAFE, che misura l’andamento delle azioni nei paesi sviluppati al di fuori del Nord America.

In realtà, non sempre la performance degli ETF che investono replicando gli indici corrisponde con precisione a quella del loro benchmark meno le spese e le tasse del fondo stesso. Nel 2010, ad esempio, circa il 68% degli ETF sugli indici ha battuto oppure è stato all’altezza del proprio benchmark più le spese, secondo uno studio molto interessante condotto da Morgan Stanley.

Un altro grande motivo per cui gli investitori acquistano ETF che investono replicando gli indici è che questi fondi presentano una percentuale di spesa media annua più bassa rispetto ai fondi comuni di investimento indicizzati: siamo infatti intorno allo 0,56% del patrimonio, rispetto allo 0,98% dei fondi comuni, secondo Morningstar.

Se si sta cercando di replicare la performance di un indice di grandi dimensioni, dunque, i risultati saranno simili se si sceglie un fondo comune indicizzato o un ETF che investe su un indice. Ma le cose cambiano se si vuole investire una grossa fetta di soldi tutti in una volta o, al contrario, piccoli importi di denaro nel corso del tempo.

Se si vuole investire una grossa fetta di denaro in una sola volta,infatti,  è meglio farlo con un ETF. Al contrario, se si vuole investire 200 € al mese (o si tende a investire sporadicamente con modeste quantità di denaro), è probabilmente meglio usare un normale fondo comune; nel complesso, le spese saranno più basse.

Infatti, mentre alcune società di investimento attualmente offrono il trading di alcuni ETF senza commissioni, le società di intermediazione in genere addebitano commissioni per comprare e vendere gli ETF. E per i piccoli investitori, queste commissioni possono raggiungere un peso rilevante.

Inoltre, è bene tenersi alla larga da ETF che seguono mercati di nicchia, in quanto c’è spesso troppa volatilità. Con il proliferare degli ETF, infine, sono stati introdotti prodotti che coprono segmenti di mercato più stretti, che possono essere altamente rischiosi: gli ETF di nicchia sono utili per lo più per gli investitori professionali, in grado di comprendere i rischi connessi.



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