Mining Bitcoin: cos’è e come produrre i Bitcoin col PC

zz7688Il cosiddetto “mining” (o processo di estrazione) di Bitcoin è l’elaborazione delle transazioni nel sistema di moneta digitale, in cui le registrazioni delle transazioni Bitcoin attuali – note come blocchi – vengono aggiunte alle registrazioni delle transazioni passate, conosciute come “blockchain”.

In altre parole, il mining è il processo mediante il quale le transazioni vengono verificate e aggiunte al registro pubblico, il blockchain, e anche il mezzo attraverso cui nuovi Bitcoin vengono rilasciati. Chiunque abbia accesso a Internet e un hardware adatto può partecipare a questo processo di estrazione.

Il mining comporta la compilazione delle recenti transazioni in blocchi e il cercare di risolvere un puzzle computazionalmente difficile. Il partecipante che per primo risolve il puzzle può posizionare il blocco successivo nella blockchain e rivendicare i frutti. I premi, che incentivano l’estrazione, sono sia le spese di transazione associate alle transazioni elaborate nel blocco sia il Bitcoin appena rilasciato.

Un Bitcoin è infatti definito da una registrazione con firma digitale delle sue transazioni, a partire dalla sua creazione. Il blocco è una hash cifrata “proof of work”, creata in un processo ad alta intensità di calcolo. La quantità di nuovi Bitcoin rilasciati con ogni blocco estratto si chiama “premio blocco”. La ricompensa per il blocco estratto si dimezza ogni 210.000 blocchi, ovvero circa ogni 4 anni. La diminuzione di questo premio si tradurrà in un rilascio totale di Bitcoin che si avvicina a 21 milioni.

I “minatori”, pertanto, usano software che permettono loro una grande capacità di elaborazione nel risolvere algoritmi relativi alla transazione. In cambio, ad essi come detto vengono assegnati un certo numero di Bitcoin per blocco. La blockchain impedisce tentativi di creare un Bitcoin più di una volta, altrimenti la moneta digitale potrebbe essere contraffatta con un semplice “copia e incolla”.

In origine, il mining di Bitcoin è stato condotto sulle CPU di singoli computer, dotati di più core e maggiore velocità, con conseguente maggiore redditività. Dopodiche, il processo è diventato dominato da sistemi multi-grafici e, infine, da circuiti integrati per applicazioni specifiche (ASIC), nel tentativo di trovare più hash con minore consumo di energia elettrica. A causa di questa costante escalation, è diventato difficile per i potenziali nuovi minatori iniziare, prevenendo così un fenomeno di vera e propria “inflazione”.

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La potenza di “mining” di una criptovaluta è valutata su una scala di hash per secondo. Un sistema con una potenza di calcolo di 1 kH/s mina a una velocità di 1.000 hash al secondo,  mentre uno da 1MH/s mina un milione di hash al secondo e uno da 1 GH/s mina un miliardo di hash al secondo.

Ogni volta che un “minatore” risolve con successo un blocco, viene creato un nuovo hash. Un algoritmo hash trasforma questa grande quantità di dati in un hash di lunghezza fissa. Come un codice, se si conosce l’algoritmo è possibile risolvere un hash e ottenere i dati originali, ma a un occhio normale esso si presenta come solo un insieme di numeri stipati insieme ed è praticamente impossibile ottenere da questi i dati originali.

Mentre Bitcoin e diverse altre cripto-monete sono estratte utilizzando SHA-256, Litecoin e molte altre usano script. Queste sono infatti le due principali funzioni di hashing, ma ne esistono diversi tipi e sono utilizzate da altre criptovalute, quali scrypt-N e x11. Le diverse funzioni di hash sono state adottate per rispondere alle preoccupazioni nate con SHA-256. Per minare Bitcoin occorre una grande quantità di energia, per cui con la sua crescita di popolarità per minarlo si è usata la macchina ASIC SHA-256.

Per darvi un’idea di quanto potenti siano queste macchine, un impianto di mining in esecuzione su  4 GPU otterrebbe un tasso di hash di circa 3,4 MH/s e consumerebbe 3600 kW/h, mentre una macchina ASIC può estrarre 6 TH/s e consumare 2200 kW/h . Queste macchine hanno quindi ucciso il mining tramite GPU, per questo oggi quest’ultimo è sempre più raro: si spende più di corrente che di Bitcoin.



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