Strategia di trading azionario: la Mean Reversion

zzzz3457La cosiddetta “mean reversion” è un’altra notissima strategia di trading usata nel mercato azionario ma applicabile anche ad altri mercati finanziari. L’idea è che il prezzo massimo e il prezzo minimo di un titolo siano temporanei, e che esso tenderà ad avere un prezzo medio nel tempo. Ciò ha portato alla messa a punto di vari metodi per comprare titoli che hanno performato in maniera assai diversa dalle loro medie storiche.

1) SFRUTTA LE DEVIAZIONI DAL PREZZO MEDIO 

La mean reversion si applica dapprima identificando l’intervallo di trading dell’azione e poi calcolando il prezzo medio usando tecniche analitiche. Quando il prezzo dell’azione nel mercato attuale è inferiore a tale prezzo medio, il titolo è considerato attraente per l’acquisto, poiché ci si aspetta che il prezzo salga. Quando, viceversa, il prezzo attuale del mercato è superiore al prezzo medio dell’azione, ci si aspetta che il prezzo del titolo cali: in altre parole, ci si attende che le deviazioni dal prezzo medio riportino il prezzo alla media. Ciò è vero solo in generale, poiché un cambiamento di prezzo dell’azione dovuto a un calo percentuale dei profitti dell’azienda può indicare che essa non ha le stesse prospettive di una volta – addirittura, in certe situazioni il prezzo di un’azione può calare arrivando fino a zero o quasi – nel qual caso è meno probabile che l’ipotizzata “inversione” abbia luogo.

2) GLI INDICATORI TECNICI PIÙ USATI  

Perciò, la deviazione standard dei prezzi più recenti di un titolo (diciamo degli ultimi 20 giorni) è spesso uno degli indicatori di acquisto o vendita più usati. Molto utili sono anche le medie mobili per periodi come 50 o 100 giorni mostrati da molti siti con report online: su quei grafici con le medie potremo identificare i prezzi alti e bassi dell’azione rispetto alla media nel periodo che ci interessa. Un altro indicatore tecnico usato dagli analisti per misurare la mean reversion sono le Bande di Bollinger, basate su una formula matematica che calcola una specifica deviazione standard intorno a una media specifica. Un secondo gruppo di indicatori usati per misurare la mean reversion sono l’RSI e lo Stocastico, che misurano entrambi quanto velocemente il mercato si è mosso nel breve termine rispetto ai movimenti sul più lungo termine, e dunque se il mercato è in ipercomprato o in ipervenduto. 

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3) L’APPROCCIO DEL “TRADING DI COPPIA”  

Quando i prezzi si muovono, lo fanno nella stessa direzione in cui lo hanno fatto fino a quel momento oppure in direzione opposta. Il trend following “scommette” sulla prima possibilità, mentre la strategiadella mean reversion scommette sul fatto che i prezzi si muoveranno in direzione opposta rispetto a quello che è stato il trend prevalente. L’idea è che esiste un “centro di gravità” intorno al quale i prezzi fluttuano, e che è possibile identificare sia il centro di gravità sia la fluttuazione adatta per fare un trade. Una buona idea è quindi quella di applicare gli indicatori tecnici illustrati in precedenza per analizzare in manieracomparativa fra loro due aziende che hanno un modello di business simile – come ad es. la Coca-Cola e la Pepsi. Questo è, in effetti, quanto fa la più nota strategia basata sull’idea della mean reversion sul breve termine, conosciuta con il nome di “trading di coppia” (pair trading), e che scommette sulla convergenza dei prezzi di azioni simili dopo una loro divergenza.

4) PERCHÈ SEMBRA UN METODO QUASI “SCIENTIFICO” 

La mean reversion sembra un metodo più “scientifico” di scegliere i punti di acquisto e di vendita di un’azione rispetto all’interpretazione dei movimenti di prezzo sul grafico, nota come analisi tecnica, in quanto esso permette di ricavare precisi valori numerici dai dati storici allo scopo di identificare i valori di acquisto/vendita. Inoltre, la mean reversion dovrebbe mostrare una sorta di simmetria, poiché un’azione può trovarsi sopra la sua media storica approssimativamente lo stesso numero di volte che si trova invece sotto. Di certo, sul mercato si verificano sul breve termine degli sbilanciamenti tra compratori e venditori –legati semplicemente alla liquidità o ad un effetto di overshooting – e ciò fa sì che un titolo sia “ipercomprato” o “ipervenduto”: questo aumenta la probabilità che, una volta prodottisi l’eccesso diacquisto o vendita, il prezzo abbia un’inversione. 

5) COMPATIBILITÀ CON IL TREND FOLLOWING 

È interessante notare che le strategie del trend following e della mean reversion, per quanto idee teoricamente opposte, non sono in conflitto fra loro e dunque sono applicabili entrambe nello stesso momento a un medesimo titolo. Come è possibile? Principalmente, a causa dei diversi intervalli temporali in cui vengono applicate. Ovviamente, non è possibile applicarle alla medesima finestra di tempo, per poterguadagnare con entrambe, ma non c’è ragione per cui siano incompatibili fra loro. I trend, infatti, tendono a verificarsi sugli orizzonti temporali più lunghi, mentre le inversioni – che di fatto sono piccole oscillazioni intorno a questi trend – su quelli più brevi. Perciò, è possibile usare queste strategie in maniera congiunta. I trader che utilizzano strategie di mean reversion sono tipicamente noti nell’ambiente del trading come”controcorrente” (contrarians).

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