Strategie di trading materie prime: le principali

zzzz42681) UN APPROCCIO STRATEGICO ALLE MATERIE PRIME

Le strategie per investire nelle commodities determinano perché e quando entrare in un trade oppure investire più a lungo termine in una determinata commodity. Pertanto, permettono di sapere quando comprare, vendere e limitare le proprie perdite. Abbiamo visto come per un semplice investimento a medio termine ci si possa anche far guidare, in prima battuta, da semplici considerazioni legate all’inflazione, tuttavia la maggior parte delle strategie applicate alle commodities sono legate in una qualche misura all’analisi tecnica per prendere le decisioni sia nell’ambito del trading sia degli investimenti veri e propri: l’analisi tecnica, infatti, permette di analizzare i grafici dei prezzi, di pianificare i trade, di scegliere il giusto “timing”, etc. In ogni caso, non si possono affatto trascurare i “fondamentali” del mercato – e non solo di quello delle commodities, ma anche dell’azionario e delle valute –  soprattutto se si intendono fare, più che piccoli trade a breve termine, investimenti più “importanti” a medio o a lungo termine.

2) LE PRINCIPALI STRATEGIE DI TRADING 

La maggior parte delle strategie di trading sulle commodities si basano sulla metodologia del range trading o su quella del breakout trading. Quindi, sarete voi a dover scegliere quale fa al caso vostro, tenendo presente che ogni strategia ha dei pro e dei contro. Il range trading consiste semplicemente nello sfruttare il concetto di supporto e resistenza: quando si applica questa strategia, occorre acquistare vicino al punto più basso di un intervallo di trading – cioè al supporto – e vendere in cima all’intervallo. Si può applicare la strategia del range trading anche sfruttando il concetto di ipervenduto e di ipercomprato: in tal caso, si acquista al livello di massimo ipervenduto e si vende al livello di massimo ipercomprato. Il breakout trading significa che un investitore acquista una commodity quando il prezzo di quest’ultima supera livelli di supporto e dunque si accinge a raggiungere nuovi massimi e la vende quando con l’analisi tecnica ritiene che il prezzo stia per tornare giù.

3) L’ELABORAZIONE DEI GRAFICI CON GLI INDICATORI

In pratica, tutto parte dall’analisi del grafico dello specifico prodotto finanziario relativo alla commodity su cui ci interessa fare trading, che potrebbe ad esempio essere un Etf. In genere, il grafico più utile – almeno, in prima battuta – è un grafico storico della materia prima che ci interessa relativo agli ultimi 2 anni, con sovrapposti due degli indicatori di gran lunga più usati nell’analisi tecnica: le medie mobili e l’RSI, che danno entrambi utilissimi “suggerimenti” sui possibili punti di ingresso e di uscita da un trade. Infatti l’RSI, o Indice di Forza Relativa, misura i livelli di ipervenduto e di ipercomprato, mentre usando due medie mobili – una di periodo più corto e una di periodo più lungo – è possibile avere segnali sulle inversioni di trend. In tal senso, sarà utile visualizzare almeno un grafico a 2 anni con medie mobili di periodo 20 giorni (corto periodo) e 100 gg (lungo periodo), ma anche altri due grafici: uno con medie mobili di 10 gg e 25 gg ed un altro con medie mobili di 50 gg e di 200 gg.

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4) LA STRATEGIA DELL'”INSEGUIMENTO DI TREND”

Una delle più comuni strategie di trading con le commodities è l'”inseguimento di trend” (trend following), consistente nell’entrare in una posizione quando è già iniziato un significativo movimento di prezzo ascendente, e che si può facilmente applicare utilizzando gli indicatori a media mobile appena descritti: in pratica si acquista quando la media mobile a corto periodo incrocia risalendo dal basso quella a lungo periodo e si vende quando, viceversa, la media mobile a corto periodo dall’alto incrocia quella a lungo periodo. In alternativa, si può applicare tale strategia con il breakout trading, dietro cui vi è l’idea che, quando viene raggiunto un nuovo massimo o un nuovo minimo, è probabile che il movimento di prezzo continui dopo il superamento (breakout) del livello di resistenza. Un indicatore tecnico che può essere impiegato per determinare i breakout è costituito dalle semplici “Bande di Bollinger” sovrapposte al grafico del prezzo: i breakout si verificano quando il prezzo incrocia una delle due bande di Bollinger.

5) LA STRATEGIA DEL “TRADING CONTROCORRENTE”

Un’altra delle più comuni strategie di trading con le commodities è quella “controcorrente”, che consiste nel comprare al minimo più basso e vendere al massimo più alto. Esistono molti indicatori tecnici che permettono di applicare tale strategia: in particolare, gli “oscillatori”, che permettono di misurare quando il momento in una direzione comincia a svanire. Il più semplice oscillatore utilizzabile è l’RSI, che misura e visualizza in modo assai chiaro i livelli di ipervenduto e di ipercomprato di una determinata commodity; un altro indicatore di questo tipo può essere l’Oscillatore Stocastico. In pratica, si genera un segnale di acquisto quando l’RSI scende al di sotto di una certa soglia ed un segnale di vendita quando sale al di sopra di un’altra soglia. La differenza con la strategia dell’inseguimento di trend è che quest’ultima si applica solo quando nel mercato esiste un trend ben definito, mentre il trading controcorrente è adatto per trarre profitto nei mercati con movimento laterale del prezzo.

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