Tempi rimborso fondi comuni: come disinvestire un fondo

zzzz75671) TEMPI E MODALITÀ PER IL RIMBORSO DI UN FONDO 

Caratteristica fondamentale di qualsiasi fondo aperto è quella di poter chiedere il rimborso delle quote sottoscritte in ogni giorno lavorativo, senza dover dare alcun tipo di preavviso. La domanda di rimborso, formulata sull’apposito modulo, va inoltrata alla Sgr (Società di Gestione del Risparmio) direttamente o tramite i soggetti collocatori. L’importo del rimborso è di norma determinato in base al valore della quota del fondo del giorno di ricezione della domanda da parte della Sgr (valore pubblicato sui quotidiani due giorni dopo). Da questo importo vanno detratte le commissioni di uscita eventualmente previste. I soggetti collocatori che hanno ricevuto la domanda di rimborso sono contrattualmente tenuti a trasmetterla alla società di gestione entro il giorno lavorativo successivo. Una volta fissato il valore della quota per il rimborso, la Sgr deve disporre il pagamento (cioè ordinare il bonifico oppure inviare un assegno) entro e non oltre 15 giorni dalla data di ricezione della domanda.

2) COME SEGUIRE L’INVESTIMENTO

Dopo la sottoscrizione di un fondo comune di investimento, il risparmiatore può contare su un consistente flusso di informazioni che può utilizzare per “monitorare” l’investimento ed, eventualmente, fare ulteriori scelte. I principali quotidiani generalisti ed i quotidiani economici giornalmente pubblicano il valore della quota (in euro) dei fondi offerti sul mercato, detto anche N.A.V. (Net Asset Value). Il N.A.V. è dato dalla divisione del valore dell’intero patrimonio del fondo per il numero delle quote in circolazione nel giorno di valorizzazione. Di norma, il valore pubblicato si riferisce a due giorni precedenti la data di diffusione del quotidiano, a causa dei tempi necessari per la procedura di valorizzazione e per la stampa. L’utilità del N.A.V. è che permette di conoscere il valore del proprio investimento: a tale scopo, è sufficiente moltiplicare il N.A.V. per il numero di quote possedute. In questo modo, si può monitorare l’investimento verificando il rendimento conseguito da quando si sono acquistate le quote.

3) COMMISSIONI DI INGRESSO, SWITCH E USCITA

Esistono tre tipi di commissioni a carico del cliente: di ingresso, di switch e di uscita. Le commissioni di sottoscrizione (o di entrata) vengono pagate al momento dell’acquisto. Possono essere di ammontare fisso per ogni sottoscrizione o, più frequentemente, variabile. In questo caso sono generalmente indicate in percentuale, e la loro misura varia secondo un meccanismo a scaglioni che fa sì che decrescano progressivamente al crescere della somma investita. Le commissioni di switch, invece, sono dovute nell’ipotesi di passaggio da un fondo ad un altro all’interno di una famiglia di fondi gestiti dalla stessa società (anche detta “sistema di fondi”). In genere sono di ammontare inferiore a quelle di entrata. Le commissioni di uscita, infine, si pagano quando si chiede il rimborso delle quote, e per questo vengono anche definite “commissioni di vendita differita”. Sono spesso proposte in luogo delle commissioni di sottoscrizione e solo per l’ipotesi in cui si disinvesta prima di un determinato periodo.



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