Teoria di Dow analisi tecnica: i 6 principi fondamentali

zzzz8445COSA È: LA BASE DELLA MODERNA ANALISI TECNICA

La “Teoria di Dow” sui movimenti di prezzo delle azioni è una teoria derivata da 255 editoriali scritti sul Wall Street Journal dal giornalista economico Charles H. Dow (1851-1902). Molti analisti tecnici considerano la definizione di trend data dalla Teoria d Dow e la sua insistenza sullo studio dell’azione del prezzo come le principali premesse della moderna analisi tecnica. In realtà, sembra che il ritorno economico dell’applicare la Teoria di Dow sia quasi identico all’utilizzo di una banale strategia “acquista e conserva” (buy and hold), però ha il vantaggio che permette una minore rischiosità e volatilità del portafoglio, dunque produce un ritorno maggiore a parità di rischio. Ecco quelli che possono essere considerati i 6 punti fondamentali della Teoria di Dow.

Punto 1 – IL MERCATO HA TRE MOVIMENTI 

Il mercato ha tre movimenti: (1) Il “movimento principale” (major trend), che può durare da meno di un anno a diversi anni e può essere “toro” o “orso”. (2) L’ “oscillazione di media durata” (medium swing),una reazione secondaria o intermedia che può durare da 10 giorni a 3 mesi e che generalmente ritraccia dal 33% al 66% del cambiamento primario di prezzo dalla precedente oscillazione di media ampiezza odall’inizio del movimento principale. (3) L’ “oscillazione di breve durata” (short swing), un movimento minore la cui durata può variare dalle ore a un mese o più. I tre movimenti possono essere simultanei: per esempio, si può assistere a un movimento minore giornaliero in una reazione secondaria all’interno di un movimento primario toro.

Punto 2 – I TREND DI MERCATO HANNO TRE FASI 

La Teoria di Dow asserisce che i maggiori trend del mercato sono composti di 3 fasi: una fase di accumulazione, una fase di partecipazione pubblica e una fase di distribuzione. La “fase di accumulazione” (fase 1) è un periodo in cui gli investitori bene informati acquistano (o vendono) attivamente azioni contro l’opinione generale del mercato. Durante questa fase, il prezzo di un’azione non cambia molto perché questi investitori sono in minoranza e assorbono (o rilasciano) azioni che la maggior parte del mercato sta fornendo (richiedendo). Eventualmente, il mercato comprende questi astuti investitori e si verifica un rapido cambiamento di prezzo (fase 2). Ciò si verifica quando si uniscono ad essi i trader “inseguitori ditrend” e altri investitori tecnici. Tale fase continua finché non si verifica una speculazione rampante. A questo punto, gli investitori astuti cominciano a vendere le loro azioni al mercato (fase 3).

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Punto 3 – IL MERCATO SCONTA TUTTE LE NEWS 

I prezzi delle azioni incorporano rapidamente le nuove informazioni non appena esse diventano disponibili. Una volta che una notizia viene rilasciata, i prezzi delle azioni cambieranno in modo tale da riflettere la news. Su questo punto, la Teoria di Dow è d’accordo con una delle premesse della cosiddetta Ipotesi del mercato efficiente, che nella sua forma “semi-forte” afferma che nei prezzi della azioni è riflessa tutta l’informazione “pubblica”, e che – proprio perché l’informazione è accessibile a tutti – non ci sono né sopravvalutazioni né sottovalutazioni e nessuna regola di trading è in grado di fornire sistematicamente rendimenti superiori a quelli del mercato.

Punto 4 – LE MEDIE DEL MERCATO AZIONARIO DEVONO CONFERMARSI RECIPROCAMENTE 

Secondo Dow, un mercato toro, ad esempio, nel settore manifatturiero non può verificarsi se non hanno un rally anche gli indici azionari del settore dei trasporti. Infatti – era la sua logica – se i profitti dell’industria manifatturiera stavano crescendo significava che essa stava producendo di più; ma se stava producendo di più significava che doveva spedire più beni ai consumatori. Quindi, se un investitore è in cerca di segnali di salute dell’industria manifatturiera dovrebbe guardare alle performance delle società che li trasportano sul mercato. Le due medie – espresse dai relativi indici – dovrebbero quindi muoversi nella stessa direzione. Quando dunque le performance di queste due medie divergono, è un segnale che è nell’aria un cambiamento.

Punto 5 – I TREND SONO CONFERMATI DAI VOLUMI 

Dow riteneva che il volume degli scambi conferma i trend di prezzo. Quando i prezzi si muovono su volumi bassi, ci possono essere molte differenti spiegazioni della cosa: ad esempio, potrebbe essere presente un venditore particolarmente aggressivo. Secondo Dow, quando i movimenti di prezzo sono accompagnati da elevati volumi, ciò rappresenta il “vero” mercato. Se molti investitori sono attivi su una particolare azione di Borsa, e il prezzo si muove in maniera significativa in una direzione, secondo Dow questa era la direzione in cui il mercato avrebbe continuato il movimento. Per Dow, quindi, l’aumento di volume è un segnale che si sta sviluppando un trend.

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Punto 6 – I TREND ESISTONO FINCHÈ SEGNALI DEFINITIVI NON PROVANO CHE SONO FINITI 

Dow riteneva che i trend esistono, nonostante il “rumore di fondo” del mercato. I mercati possono temporaneamente muoversi in direzione opposta al trend, ma presto torneranno a seguire il movimento precedente. Durante queste inversioni, al trend dovrebbe essere dato il beneficio del dubbio. Determinare se un’inversione sia l’inizio di un nuovo trend o, invece, un movimento temporaneo del trend attuale non è facile. I fautori della Teoria di Dow sono spesso in disaccordo nel determinare ciò. Gli strumenti dell’analisi tecnica aiutano a chiarire la questione, ma essi possono essere interpretati in modo diverso da differenti investitori.



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