Tipologie di fondi comuni di investimento

zzzz63371) I FONDI MONETARI: PER NON LASCIARE I SOLDI SUL CONTO CORRENTE  

I fondi monetari sono fondi comuni caratterizzati da un’estrema liquidità (donde il nome) e che investono in strumenti di investimento sul breve termine, come i Titoli di Stato italiani ed esteri e le obbligazioni con vita residua inferiore a 1 anno. Essi hanno lo scopo di limitare al massimo l’esposizione al rischio dell’investitore, e vengono scelti non tanto come strumento di investimento quanto come alternativa alla liquidità sul conto corrente, o comunque per diversificare la liquidità a brevissimo termine. Infatti, un fondo monetario permette di percepire un rendimento, seppur minimo, senza dover vincolare la somma e stando al riparo da consistenti variazioni dei tassi di interesse che farebbero calare il valore dei Titoli di Stato. Una particolarità di questi fondi è che i titoli acquistati sono solo in euro. Data la breve vita dei titoli in cui investono, i fondi comuni monetari non hanno costi o commissioni di ingresso o di uscita, e l’interesse percepito è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.

2) I FONDI OBBLIGAZIONARI: BUONI PER DIFENDERSI SUL BREVE TERMINE 

I fondi obbligazionari sono fondi comuni composti interamente da Titoli di Stato e da obbligazionicon vita residua superiore a 3 anni. Sono quindi assai meno legati alla volubilità del mercato rispetto ai fondi azionari, ma in generale sono pure meno redditizi. Pertanto, risultano ideali per investimenti a breve termine. Come tutti i fondi di investimento, anche gli obbligazionari presentano un “rischio emittente”, cioè che l’emittente di un titolo non sia solvibile (come successo a suo tempo, ad es., per i bond argentini), e ciò riguarda soprattutto i più redditizi fondi high yield, fondi obbligazionari costituiti da obbligazioni di paesi emergenti o di emittenti rischiosi. A differenza dei fondi monetari, quelli obbligazionari presentano tuttavia importanti rischi specifici aggiuntivi: quelli a tasso fisso in euro rischiano di veder crollare i loro valore in caso di rialzo dei tassi di interesse, mentre acquistando obbligazioni in valute diverse dall’euro vi èil rischio legato a una variazione del cambio fra le valute. 

3) I FONDI BILANCIATI: UN POSSIBILE INVESTIMENTO SUL MEDIO TERMINE 

I fondi bilanciati sono fondi che investono una parte del capitale in azioni e una parte in obbligazioni, in proporzioni fissate a priori dal regolamento del singolo fondo sottoscritto. Di norma, la stessa SGR – la società che li colloca – ha diversi fondi comuni bilanciati, con diverse percentuali dedicate alle componente azionaria – solitamente azionario internazionale – che va in generale da un minimo del 10% a un massimo del 90%. I fondi bilanciati “bilanciano” la maggior costanza dei rendimenti obbligazionari con la più altavolatilità dei mercati azionari. Hanno per scopo l’incremento del valore del patrimonio, abbinato al conseguimento di una redditività in periodi non eccessivamente lunghi. Sono dunque ideali come forma di investimento sul medio termine. Lo svantaggio principale dei fondi bilanciati è che è difficile distinguere la performance della parte azionaria da quella della parte obbligazionaria, per cui è in generale preferibile investire direttamente in un fondo azionario e in un fondo obbligazionario.

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4) I FONDI AZIONARI: UN’OPPORTUNITÀ PER GUADAGNARE SUL LUNGO TERMINE

I fondi azionari sono fondi comuni che investono il capitale prevalentemente (almeno il 70%) in titolia zionari. In base alle tipologie di azioni che prevalgono nel portafoglio, i fondi azionari si distinguono a loro volta in: (1) fondi azionari geografici, cioè che investono in una determinata area geografica; (2)fondi azionari settoriali, che investono principalmente in titoli di un particolare settore economico.  Permettono quindi di accedere a mercati altrimenti difficilmente raggiungibili per il singolo investitore. Nel medio e lungo periodo, questi fondi offrono, statisticamente, un rendimento migliore dei fondi obbligazionari. I profitti conseguiti dai fondi azionari sono correlati alla capacità del gestore del fondo ed alla sua capacità di prevedere i cambiamenti e gli scenari economici. Nel breve periodo i fondi azionari sono prodotti rischiosi, perché è possibile ottenere elevati guadagni ma anche perdite ingenti, specie se si entra nel momento sbagliato, vicino a un massimo: vi è, cioè, un “rischio timing”.

5) I FONDI FLESSIBILI: UNA PROMESSA DIFFICILE DA MANTENERE 

I fondi flessibili sono fondi comuni che possono investire in azioni o in obbligazioni, in Italia o all’estero, ma l’autonomia decisionale del gestore riguardo la distribuzione degli investimenti nel tempo non risulta vincolata a percentuali di investimento specifiche previste dal regolamento, come accade invece nel caso dei fondi bilanciati, e possono decidere di investire in azioni dallo 0% al 100%. A differenza di quanto accade con altri fondi, per i fondi flessibili non è possibile individuare un parametro di riferimento – il cosiddetto benchmark – rappresentativo del profilo di rischio-rendimento del mercato in oggetto. Si tratta di una forma di investimento potenzialmente interessante per l’incremento del capitale sul lungo periodo. Tuttavia, il problema è che, nella realtà, difficilmente i fondi flessibili riescono a fare ciò che promettono, soprattutto adempiendo alla loro funzione di “flessibilità” quando le cose sul mercato azionario si mettono male, garantendo la difesa del capitale dell’investitore.



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